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Sentenza

Sentenza n. 1577/2026 - Torino, Sezione 3

per l’annullamento del decreto prot. nr. -OMISSIS- di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo adottato dalla Questura di Torino il -OMISSIS-e notificato il 27 gennaio 2026.

Giustizia amministrativa202600467

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Piemonte - Torino, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, adottato contestualmente al rigetto dell’istanza di aggiornamento

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, fondata sull’esistenza di due precedenti penali per furto aggravato, risalenti a circa sei anni prima. Con il primo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 9, commi 4 e 7, del testo unico immigrazione, sostenendo che l’amministrazione avesse applicato un automatismo tra condanne penali e pericolosità sociale, senza svolgere una concreta valutazione della pericolosità attuale. Ha inoltre dedotto eccesso di potere per difetto di istruttoria e motivazione e violazione del principio di proporzionalità, lamentando l’omessa considerazione della prolungata permanenza in Italia, dell’inserimento familiare e lavorativo e dell’assenza di elementi idonei a dimostrare una pericolosità per l’ordine e la sicurezza pubblica. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 5, comma 5, e 9, comma 9, del testo unico immigrazione, nonché difetto di istruttoria, carenza di motivazione ed erronea valutazione dei fatti, per non avere l’amministrazione valutato la possibilità di rilasciare un diverso titolo di soggiorno ordinario in luogo del permesso UE di lungo periodo.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha annullato il provvedimento impugnato. Il primo e il secondo motivo sono stati esaminati congiuntamente per identità di ratio. Il giudice ha affermato che il diniego o la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non possono fondarsi sul solo dato delle condanne penali, ma richiedono un concreto giudizio di pericolosità sociale e una motivazione articolata, comprensiva della durata del soggiorno e dell’inserimento sociale, familiare e lavorativo dell’interessato. Nel caso concreto, l’amministrazione non ha adeguatamente motivato il bilanciamento degli interessi e non ha considerato la collocazione temporale dei fatti, la permanenza del ricorrente in Italia per circa ventiquattro anni e l’esistenza di stabili rapporti familiari nel territorio nazionale. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito, precisando tuttavia che, nella riedizione del potere, l’amministrazione dovrà valutare, oltre alle circostanze rilevanti ai fini della pericolosità, anche la possibilità di rilasciare un diverso titolo di soggiorno in caso di esito nuovamente negativo. Le spese di lite, comprese quelle della fase cautelare, sono state compensate. È stato liquidato al difensore del ricorrente ammesso al patrocinio a spese dello Stato il compenso complessivo di euro 1.982,00, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA.

Norme richiamate

  • art. 9, commi 4 e 7, d.lgs. 286/1998

    Il diniego o la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo richiedono una valutazione concreta della pericolosità sociale e non possono fondarsi su un automatismo derivante dalla mera esistenza di condanne penali.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    È richiamato quale parametro per la valutazione complessiva della posizione dello straniero e delle circostanze rilevanti ai fini del soggiorno.

  • art. 9, comma 9, d.lgs. 286/1998

    È richiamato in relazione alla necessità di valutare, in caso di mancata conferma del titolo di lungo periodo, la possibilità di riconoscere un diverso titolo di soggiorno.

  • art. 57 c.p.a.

    La pronuncia sulle spese resa in sede cautelare conserva efficacia anche dopo il provvedimento che definisce il giudizio, «salvo diversa statuizione espressa nella sentenza di merito».

    La compensazione disposta nella sentenza di merito si estende anche alle spese della fase cautelare.

  • art. 130 d.P.R. 115/2002

    È applicato per la riduzione del 50% dei compensi spettanti al difensore della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.

Massime di principio

  • La revoca o il diniego del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non possono essere adottati sulla base del solo dato formale dell’esistenza di condanne penali: l’amministrazione deve formulare un concreto e attuale giudizio di pericolosità sociale.
  • Nel valutare la pericolosità dello straniero titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, l’amministrazione deve considerare, con motivazione adeguata, la collocazione temporale dei reati, la durata della permanenza in Italia e l’inserimento sociale, familiare e lavorativo dell’interessato.
  • La particolare stabilità della posizione del soggiornante di lungo periodo impone di escludere automatismi tra precedenti penali e provvedimento sfavorevole, attraverso un effettivo bilanciamento tra tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e situazione personale e familiare dello straniero.
  • Quando l’amministrazione ritiene di non poter mantenere o rilasciare il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, deve valutare, ove ne ricorrano i presupposti, la possibilità di riconoscere un diverso titolo di soggiorno.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiorno
RamiImmigrazione e cittadinanza
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiProporzionalità e ragionevolezzaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaLegittimo affidamento

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