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Sentenza

Sentenza n. 11234/2026 - Roma, Sezione 5Q

per l'annullamento del silenzio inadempimento su istanza di visto di ingresso per lavoro subordinato.

Giustizia amministrativa202510607

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'Amministrazione ha rilasciato il visto e ha quindi adempiuto alla pretesa sostanziale azionata. Le spese di lite sono state compensate, tenuto conto dell'elevato numero di richieste di visto gravante sulla sede diplomatica, delle sopravvenienze normative e della complessità dell'iter procedimentale previsto dalla legge.

TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio inadempimento dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sull'istanza di visto di ingresso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso contro il silenzio dell'Ambasciata d'Italia a Islamabad sulla domanda di visto di ingresso per motivi di lavoro subordinato. Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale si è costituito resistendo al ricorso. Prima della camera di consiglio, la ricorrente ha riconosciuto che l'Amministrazione aveva provveduto, rilasciando il visto richiesto.

Norme richiamate

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base normativa per l'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio-inadempimento, l'amministrazione adotta il provvedimento richiesto, viene meno l'interesse attuale alla decisione e il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto non comporta necessariamente la condanna dell'amministrazione alle spese: il giudice può compensarle in presenza di giusti motivi, valutando anche il carico eccezionale dell'ufficio, le sopravvenienze normative e la complessità dell'iter procedimentale.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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