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Sentenza

Sentenza n. 1271/2026 - Catanzaro, Sezione 1

Giustizia amministrativa202201465

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Calabria - Catanzaro, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: due provvedimenti di trasferimento d’autorità e i successivi trasferimenti imposti emersi dall’accesso agli atti

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione militare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, militare della Guardia di Finanza, ha impugnato due determinazioni adottate nell’ottobre 2022 con cui era stato disposto il suo trasferimento d’autorità presso il Comando Regionale della Guardia di Finanza in Catanzaro e la successiva assegnazione a un reparto della medesima sede. Con il ricorso introduttivo ha dedotto violazione dell’art. 1 l. 241/1990, difetto di motivazione, eccesso di potere, violazione dell’obbligo di informazione preventiva, mancata apertura di un procedimento partecipativo, nullità, carenza di istruttoria e di motivazione. Dopo avere esercitato l’accesso agli atti, ha proposto motivi aggiunti avverso i trasferimenti imposti per le ragioni risultanti dal documento denominato “appunto del 14/9/2022”, deducendo sviamento dalla causa tipica, violazione di legge, violazione del diritto di difesa, insussistenza dell’incompatibilità ambientale, lesione del diritto alla salute e omessa motivazione. Nel corso del giudizio il ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, poiché era cessato dal servizio permanente per raggiunti limiti di età.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibili sia il ricorso introduttivo sia i motivi aggiunti per sopravvenuto difetto di interesse. Il giudice ha distinto la sopravvenuta carenza di interesse dalla cessazione della materia del contendere: quest’ultima ricorre quando l’azione successiva dell’amministrazione soddisfa integralmente l’interesse azionato, mentre la prima si verifica quando un fatto sopravvenuto rende sostanzialmente inutile l’eventuale annullamento dell’atto impugnato. Nel caso concreto il ricorrente non aveva conseguito il bene della vita perseguito, ma la cessazione dal servizio permanente per raggiunti limiti di età aveva reso inutile la prosecuzione del giudizio, come espressamente riconosciuto dal medesimo ricorrente. Il giudice ha inoltre affermato che la parte ricorrente può, fino alla trattenuta della causa in decisione, dichiarare di non avere interesse alla pronuncia e provocare la declaratoria di improcedibilità; il giudice non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Le spese processuali sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    eventualmente di cui all’art. 34, comma 5, c.p.a.

    La disposizione è richiamata dal ricorrente quale base della richiesta di declaratoria conseguente alla sopravvenuta inutilità della prosecuzione del giudizio.

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla decisione di improcedibilità.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato tra le disposizioni processuali applicabili alla decisione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione della controversia nell’udienza straordinaria di smaltimento.

  • art. 1 l. 241/1990

    Invocato dal ricorrente per contestare la legittimità dei trasferimenti, ma non esaminato nel merito per la sopravvenuta carenza di interesse.

Massime di principio

  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione si verifica quando un atto o un fatto sopravvenuto rende sostanzialmente inutile l’eventuale annullamento dell’atto impugnato, anche se il ricorrente non ha conseguito il bene della vita perseguito e l’amministrazione non ha integralmente soddisfatto l’interesse azionato.
  • La sopravvenuta carenza di interesse si distingue dalla cessazione della materia del contendere: quest’ultima presuppone una soddisfazione integrale dell’interesse azionato mediante l’attività successiva dell’amministrazione, mentre la prima deriva dall’inutilità concreta della decisione per effetto di una circostanza sopravvenuta.
  • La parte ricorrente può dichiarare di non avere più interesse alla decisione fino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione; tale dichiarazione impone al giudice di prendere atto della sopravvenuta carenza di interesse e dichiarare l’improcedibilità, senza poter valutare d’ufficio la persistenza dell’interesse in sostituzione della parte.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiForze armate e forze di poliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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