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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8461/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricci impugna la sentenza della Corte d'Appello di Campobasso che, riformando l'assoluzione di primo grado, lo ha dichiarato colpevole per guida in stato d'ebbrezza e lo ha condannato. Il ricorrente deduce che la Corte d'appello non ha valutato la richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.), pur essendo tale richiesta stata depositata nelle conclusioni scritte per l'udienza camerale ex art. 23 d.l. 137/2020 e risultando la pec di trasmissione accettata dal sistema. Si censura dunque la mancata considerazione della domanda di applicazione dell'art. 131-bis e si chiede annullamento della sentenza impugnata.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza impugnata e rinviando il giudizio alla Corte d'Appello di Salerno. Il Collegio ha accertato che le conclusioni scritte contenenti la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis erano state regolarmente inviate via PEC e ricevute dal sistema, ma non erano state considerate dalla Corte territoriale. La Cassazione ha richiamato la giurisprudenza contrastante sull'applicabilità d'ufficio dell'art. 131-bis in sede di appello e ha stabilito che, quando i presupposti per l'applicazione della causa di non punibilità non siano immediatamente desumibili dagli atti e richiedano accertamenti di fatto, la valutazione deve essere riservata al giudice del merito; pertanto, per l'omessa valutazione della richiesta da parte della Corte d'appello il rimedio è l'annullamento con rinvio.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    Causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto; può essere richiesta in sede di conclusioni di appello anche se non dedotta con specifico motivo, e in taluni casi può essere rilevata d'ufficio dal giudice d'appello (secondo un indirizzo giurisprudenziale), ma la verifica dei presupposti è prevalentemente di merito e, se richiede accertamenti di fatto, deve essere effettuata dal giudice del merito.

  • art. 23 co. 8 d.l. 137/2020

    Consente il deposito di conclusioni scritte per l'udienza camerale senza discussione orale; nel caso in esame la richiesta di applicazione dell'art. 131-bis è stata depositata con questo strumento e risultava ricevuta dal sistema.

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Prevede l'obbligo del giudice di pronunciare d'ufficio alcune cause di proscioglimento in ogni stato e grado del processo; alcuni orientamenti ritengono applicabile per analogia anche all'art. 131-bis, rendendo possibile una valutazione d'ufficio in appello.

  • art. 620 lett. i) cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di Cassazione di decidere senza rinvio quando non sono necessari ulteriori accertamenti di fatto; la Corte invoca tale principio per spiegare che, se i presupposti dell'art. 131-bis sono immediatamente rilevabili dagli atti, la Cassazione può pronunciarsi direttamente.

  • art. 609 co. 2 cod. proc. pen.

    Riferimento alla preclusione prevista nella materia delle impugnazioni: se la difesa non deduce in appello la richiesta di applicazione della causa di non punibilità, si può incorrere in preclusione; la Corte richiama la giurisprudenza che in determinate ipotesi impone l'onere di chiedere espressamente l'applicazione in sede di appello.

  • art. 606 co. 3 cod. proc. pen.

    Norma che limita l'esame in Cassazione di questioni non dedotte in appello; richiamata per motivare i limiti alla possibilità di sollevare per la prima volta in Cassazione l'applicazione dell'art. 131-bis.

  • art. 186 D.Lgs. 285/92

    Norma del Codice della Strada relativa alla guida in stato di ebbrezza: è il capo di imputazione principale nel procedimento di merito (contestato al ricorrente).

  • art. 187 D.Lgs. 285/92

    Norma del Codice della Strada relativa alla guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti: seconda imputazione contestata in primo grado.

Massime di principio

  • Se la difesa deposita valide conclusioni scritte tramite PEC e il sistema ne dà riscontro di ricezione, la Corte d'appello è tenuta a valutare le richieste contenute; l'omessa valutazione può giustificare l'annullamento con rinvio.
  • La causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. può essere proposta in sede di appello anche nelle conclusioni finali, e in alcuni orientamenti può essere rilevata d'ufficio dal giudice d'appello; tuttavia la verifica dei presupposti è di merito.
  • La Cassazione può decidere direttamente sull'applicabilità dell'art. 131-bis solo quando i requisiti sono immediatamente desumibili dagli atti e non sono necessari ulteriori accertamenti probatori; in caso contrario la competenza a valutare spetta al giudice del merito e occorre il rinvio.
  • Se l'appello è proposto dal P.M. e ribalta una assoluzione di primo grado, l'imputato che intende avvalersi dell'art. 131-bis deve formulare espressamente la richiesta in appello per non incorrere in preclusioni processuali.
  • In materia di reati stradali (es. guida in stato d'ebbrezza o sotto stupefacenti) l'eventuale incompatibilità tra il livello del tasso alcolemico e la particolare tenuità non è automatica: vanno valutati complessivamente elementi quali non abitualità della condotta, assenza di precedenti, esiguità del pericolo o del danno e nesso causale con eventuali danni.

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