Sentenza n. 9936/2026 - Roma, Sezione 3B
per l'annullamento del decreto emesso il 4.10.2022 dal Questore di Roma e notificato al ricorrente il 19.12.202, con il quale veniva dichiarata inammissibile la richiesta di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro, presentata il 7.6.22, nonché di ogni altro atto, della stessa o di altra autorità, precedente, contemporaneo o successivo, ancorché non conosciuto dal ricorrente, che sia presupposto o conseguenza dell'atto impugnato.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: decreto del Questore di Roma che ha dichiarato inammissibile la richiesta di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il decreto del Questore di Roma del 4 ottobre 2022, notificato il 19 dicembre 2022, con cui era stata dichiarata inammissibile la domanda di primo rilascio del permesso di soggiorno per lavoro presentata tramite kit postale il 7 giugno 2022. Ha dedotto la violazione dell'art. 10-bis della legge n. 241/1990, per omessa comunicazione del preavviso di rigetto, prospettando la nullità del decreto, nonché l'eccesso di potere per difetto di istruttoria. In sede cautelare la domanda è stata accolta; a seguito del riesame, l'amministrazione ha adottato un nuovo provvedimento negativo. Il ricorrente non ha impugnato il nuovo diniego, nonostante fosse stato disposto il rinvio della trattazione cautelare in attesa di eventuali iniziative processuali.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'amministrazione, in esecuzione della fase cautelare, aveva riesaminato la posizione e adottato un nuovo provvedimento negativo, determinando la completa rimozione del decreto originariamente impugnato. Poiché il ricorrente non ha impugnato il nuovo diniego e i relativi termini decadenziali erano ormai irrimediabilmente decorsi, non residuava un interesse attuale alla decisione sull'atto originario. Le spese di giudizio sono state compensate.
Norme richiamate
art. 10-bis l. 241/1990
Norma invocata dal ricorrente per contestare l'omessa comunicazione del preavviso di rigetto; il TAR non ha esaminato nel merito tale censura per la sopravvenuta carenza di interesse.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Richiamato quale base normativa per l'oscuramento delle generalità e dei dati personali nella diffusione del provvedimento.
art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato in relazione alla protezione dei dati personali e all'oscuramento dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.
art. 2-septies d.lgs. 196/2003
Richiamato quale ulteriore fondamento della tutela dei dati relativi alla salute mediante oscuramento.
Massime di principio
- Quando il provvedimento impugnato è integralmente rimosso e sostituito, a seguito di riesame amministrativo, da un nuovo provvedimento negativo, l'impugnazione dell'atto originario diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, purché il nuovo atto sia autonomamente lesivo e non sia stato impugnato.
- La mancata impugnazione del nuovo provvedimento negativo, una volta decorso il termine decadenziale, impedisce di conservare un interesse attuale alla decisione sull'atto precedente, ormai sostituito e privo di autonoma efficacia lesiva.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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