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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4362/2024 del 01/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna per cassazione la sentenza di appello che lo aveva ritenuto responsabile, per la parte residua, di reati di usura (art. 644 c.p.) e aveva dichiarato estinto per prescrizione il tentativo di estorsione. Il motivo principale dedotto è la violazione di legge (art. 606 lett. b) c.p.p.) e la manifesta illogicità della motivazione con riguardo alla credibilità e attendibilità della parte civile e alla natura commissoria del preliminare di vendita stipulato con Puglia.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile ritenendo che le censure riproponessero argomentazioni già esaminate e respinte dai giudici di merito (vizi di merito nella valutazione delle prove) e non evidenziassero una concreta violazione di legge. La Suprema Corte ha richiamato il principio della 'doppia conforme' tra primo e secondo grado e ha ritenuto che le pronunce costituiscano un unico corpo decisionale che ha applicato criteri valutativi conformi. Condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali, alla somma di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende per colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, e alla rifusione delle spese sostenute dalla parte civile Puglia Rosario, liquidate in euro 3.686,00 oltre accessori di legge.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p., comma 1, lett. b)

    Richiamata come parametro di censura (violazione di legge): la Corte osserva che il ricorrente non ha contestato la sussunzione giuridica del fatto nella fattispecie astratta ma ha proposto una diversa valutazione delle prove, cioè un normale motivo di merito non sindacabile in cassazione.

  • art. 606 c.p.p., comma 1, lett. e)

    Riferita al vizio di manifesta illogicità della motivazione: la Corte richiama il necessario grado di evidenza (inconfutabile, autoevidente) perché una diversa ricostruzione probatoria possa integrare il vizio di motivazione in sede di legittimità; nel caso tale grado non è stato raggiunto.

  • art. 644 c.p.

    Norma sostanziale del reato di usura: la Corte di merito aveva ritenuto provata la pattuizione di interessi usurari e l'effettiva corresponsione di somma a titolo di interessi, valutando attendibile la deposizione della parte offesa e la coerenza con altri elementi probatori.

  • art. 616 c.p.p.

    Invocato per la declaratoria di inammissibilità (come richiamato in sentenza): la Corte dispone la condanna alle spese e alla sanzione per l'inammissibilità del ricorso sulla base delle ragioni di fatto e di diritto esposte.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non è sede per rinnovare la valutazione delle prove: i motivi che si limitano a proporre una diversa lettura del compendio probatorio sono inammissibili.
  • Per far valere la manifesta illogicità della motivazione in Cassazione è necessario dimostrare che la ricostruzione alternativa sia inconfutabile, autoevidente e non semplicemente plausibile o congetturale.
  • Il principio della 'doppia conforme' consente di leggere congiuntamente le decisioni di primo e secondo grado quando esse adottano criteri valutativi coerenti; ciò rafforza la stabilità del convincimento probatorio e ostacola censure di merito in Cassazione.
  • Nel contestare la credibilità di una parte civile occorrono elementi processuali concreti e specifici (contraddizioni decisive, falsità dimostrata, elementi esterni di discredito), non deduzioni generiche.
  • Una clausola che trasferisca il bene in caso di mancata restituzione del prestito può essere qualificata come patto commissorio (vietato) se il testo e il contesto mostrano chiaramente la funzione risolutiva/traslativa legata al mancato pagamento.
  • Se il ricorso dell'imputato è dichiarato inammissibile, la parte civile può ottenere la liquidazione delle spese di cassazione quando abbia svolto anche solo un'attività scritta concreta a difesa dei propri interessi; in mancanza la liquidazione può essere comunque disposta se la parte ha prodotto memorie effettive.

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