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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01568/2025 del 14/01/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello, deducendo due censure: con il primo motivo ha lamentato violazione dell'art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990 e vizio di motivazione, sostenendo in sostanza che il fatto dovesse essere riqualificato nella meno grave ipotesi di lieve entità; con il secondo motivo ha dedotto violazione dell'art. 99 c.p. e vizio di motivazione, contestando l'aumento di pena per recidiva. Dalla motivazione emerge che il caso riguardava la coltivazione di marijuana, con 20 piante in vaso e 10 già estirpate e messe a seccare, dalle quali erano ricavabili oltre quattromila dosi; la Corte territoriale aveva negato la lieve entità e aveva applicato la recidiva, valorizzando precedenti penali omogenei, gravità della nuova condotta e ulteriori delitti della stessa specie commessi anche dopo il fatto per cui si procede.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto entrambi i motivi manifestamente infondati. Quanto alla lieve entità ex art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990, ha approvato la valutazione globale compiuta dalla Corte di appello, fondata su modalità di coltivazione, quantità delle piante e numero di dosi ricavabili, reputando la motivazione congrua e non illogica. Quanto alla recidiva, ha ribadito che l'aumento di pena per recidiva facoltativa è espressione di un potere discrezionale del giudice e richiede adeguata motivazione sulla maggiore capacità a delinquere; nel caso concreto, la Corte territoriale aveva assolto tale onere richiamando precedenti omogenei, gravità del nuovo episodio e reiterazione di condotte della stessa specie. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    Ai fini del riconoscimento della lieve entità, il giudice deve valutare complessivamente tutti gli elementi indicati dalla norma, sia quelli relativi all'azione (mezzi, modalità, circostanze) sia quelli concernenti l'oggetto materiale (quantità e qualità della sostanza).

  • art. 99 c.p.

    L'aumento di pena per recidiva facoltativa è rimesso a un potere discrezionale del giudice e richiede una motivazione specifica sulla maggiore capacità a delinquere desumibile dalla nuova condotta.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. n. 309/1990

    La coltivazione di 20 piante in vaso e 10 estirpate, con oltre 4.000 dosi ricavabili, è stata ritenuta incompatibile con la qualificazione di lieve entità.

  • art. 99 c.p.

    La presenza di precedenti omogenei, la gravità della nuova condotta e la reiterazione di delitti della stessa specie possono sorreggere la recidiva facoltativa.

Massime di principio

  • Ai fini della qualificazione del fatto ai sensi dell'ipotesi lieve in materia di stupefacenti, il giudice deve procedere a una valutazione complessiva e congiunta di tutti gli indici normativi, senza isolare un solo elemento del fatto.
  • La consistenza dell'oggetto materiale della condotta, in particolare il numero di piante coltivate e le dosi ricavabili, può escludere la configurabilità della lieve entità quando depone per una significativa offensività della condotta.
  • L'applicazione della recidiva facoltativa non è automatica, ma richiede una motivazione specifica che dia conto della maggiore capacità a delinquere e della pericolosità sociale desumibili dal nuovo reato e dai precedenti.
  • La motivazione sulla recidiva può ritenersi adeguata quando valorizza precedenti penali omogenei e la reiterazione di condotte della stessa specie anche successivamente al fatto oggetto del giudizio.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiRecidiva

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