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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17979/2024 del 07/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la conferma delle condanne per bancarotta fraudolenta patrimoniale per distrazione di beni. Bonifazi contestava la responsabilità per beni appartenenti a una società della quale non era amministratore (capo B), eccependo che il suo ruolo si limitava a quello di affittuario/custode e richiamando la disciplina contrattuale che escludeva obblighi di ripristino; contestava inoltre l'utilizzabilità e il valore probatorio della nota del curatore e delle dichiarazioni di un dipendente (Patrizio Re), la mancanza del dolo distrattivo alla luce dell'obsolescenza dei beni e la mancata applicazione dell'attenuante di cui al comma 3 dell'art. 219 legge fallimentare. Gastreghini sollevava motivi sovrapponibili e deduceva, infine, l'eccessività delle pene accessorie rispetto al danno e all'impegno profuso per tentare di salvare la società.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi e confermato le statuizioni della Corte d'appello. Ha ritenuto corretto in diritto il fatto che la nozione di beni del fallito includa anche il diritto di godimento acquisito dall'affittuario, sicché la sottrazione di beni il cui godimento era spettanza della fallita rientra nella fattispecie di bancarotta. Ha dichiarato utilizzabili agli effetti probatori gli atti e le note del curatore, anche se non formalmente qualificabili come la relazione ex art. 33 L. fall., e ha confermato la rilevanza probatoria delle dichiarazioni rese e dei riscontri contabili. Ha altresì ribadito che la bancarotta per distrazione è reato di pericolo concreto e non richiede la prova dell'effettivo pregiudizio dei creditori; il valore economico ridotto o l'obsolescenza dei beni non escludono il reato. In ordine alle pene accessorie, la Corte ha ritenuto motivata la misura limitata (un anno) e legittima la determinazione operata dal giudice di merito. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e alla rifusione delle spese di parte civile.

Norme richiamate

  • clausola contrattuale (art.5 del contratto di affitto)

    "l'affittuario assume la piena responsabilità, sia civile che penale, nei confronti dei terzi connessa o derivante dalla gestione dell'azienda affittata, manlevando o tenendo indenne l'affittante da qualsivoglia responsabilità risarcitoria"

    La Corte ha ritenuto che la previsione contrattuale possa attribuire all'affittuario una posizione di custodia/garanzia sul godimento dei beni dell'affittante tale da rendere rilevante penalmente la loro sottrazione da parte dell'amministratore dell'affittuario

  • art. 2740 cod. civ.

    Richiamato come principio secondo cui il patrimonio è garanzia generale per i creditori; la bancarotta per distrazione integra l'alterazione di tale garanzia

  • art. 33 legge fallimentare (oggi art. 130 c. disp. att. c.p.)

    La relazione del curatore e gli atti informativi ad essa collegati hanno funzione informativa non perentoria nei termini e possono essere integrati e utilizzati anche successivamente; atti del curatore anche se non formalmente qualificati come relazione sono comunque assimilabili e utilizzabili come fonte di prova

  • art. 219 legge fallimentare

    La norma che disciplina le circostanze attenuanti o aggravanti connesse al danno subito dai creditori; il danno è rilevante ai fini circostanziali ma deve essere provato per riconoscere attenuanti o aggravanti

  • art. 30 legge fallimentare

    Il curatore è qualificato organo della procedura e, per alcuni aspetti, pubblico ufficiale: le informazioni raccolte nel corso della gestione possono essere comunicate e utilizzate nell'ambito delle indagini

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    Criteri per la determinazione della pena che il giudice del merito valuta discrezionalmente; la motivazione sulle pene accessorie è meno stringente quando la misura è prossima al minimo edittale

Massime di principio

  • La responsabilità per bancarotta fraudolenta per distrazione può ricadere su chi abbia la gestione esclusiva e il godimento dei beni (anche se non ne è il proprietario formale), quando la sottrazione privi il fallito del godimento che costituiva la sua consistenza patrimoniale.
  • Le note e le relazioni del curatore, nonché le dichiarazioni da lui verbalizzate, sono utilizzabili come elementi probatori se integrate da riscontri e dalla qualifica professionale del dichiarante; la mancata formale corrispondenza con l'art. 33 L. fall. non ne esclude l'utilizzabilità.
  • La bancarotta per distrazione è un reato di pericolo concreto: non è necessario dimostrare l'effettivo danno ai creditori per la sussistenza del reato, ma il danno è rilevante ai fini delle circostanze aggravanti o attenuanti.
  • Il valore economico ridotto o l'obsolescenza dei beni sottratti non escludono il reato se la loro sottrazione è idonea a compromettere la garanzia patrimoniale destinata ai creditori.
  • La prova del dolo distrattivo può essere desunta dalla volontarietà e dalla consapevolezza della condotta di trasferimento dei beni; quando la condotta è materiale e volontaria, la prova del dolo è spesso desumibile dagli atti stessi.
  • La determinazione delle pene e delle pene accessorie rientra nella discrezionalità del giudice di merito; quando la misura è prossima al minimo edittale, l'onere motivazionale è meno stringente.

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