Cassazione Civile, Ordinanza n. 17864/2023 del 22/06/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (autorità di vigilanza)
La controversia
Una ex componente del consiglio di amministrazione di una banca impugnava davanti alla giurisdizione ordinaria una sanzione amministrativa pecuniaria di euro 15.000 irrogata dalla Consob per violazione dell’art. 21, comma 1, lett. a), d.lgs. 58/1998 e dell’art. 40 del regolamento Consob n. 16190/2007, in relazione alla valutazione di adeguatezza degli investimenti nel periodo 2 agosto 2012-31 dicembre 2014. La Corte d’appello aveva accolto solo parzialmente l’opposizione, riducendo la sanzione a euro 6.000. In cassazione la ricorrente deduceva: 1) violazione dell’art. 5, comma 4, d.lgs. 72/2015 e dell’art. 190 TUF, sostenendo che dovesse applicarsi la disciplina sopravvenuta più favorevole e non il testo previgente; 2) in subordine, illegittimità costituzionale dell’art. 6, comma 2, d.lgs. 72/2015 per contrasto con gli artt. 3 Cost. e 117 Cost., per mancata retroattività della lex mitior; 3) violazione dell’art. 3 L. 689/1981, lamentando l’assenza del presupposto soggettivo della coscienza e volontarietà della condotta sanzionata.
La decisione
La Corte ha ritenuto infondati tutti e tre i motivi. Ha stabilito che, per il regime transitorio dell’art. 6, comma 2, d.lgs. 72/2015, nel caso concreto si applicava il testo dell’art. 190 TUF antecedente alle modifiche del 2015; la pronuncia della Corte costituzionale n. 63/2019 non mutava l’esito perché riguardava soltanto le sanzioni amministrative aventi natura sostanzialmente penale ex artt. 187-bis e 187-ter TUF, non la sanzione in esame. Ha inoltre ribadito che, in materia di illeciti amministrativi finanziari, l’art. 3 L. 689/1981 pone una presunzione di colpa a carico dell’autore della violazione, sicché il trasgressore deve provare di aver agito senza colpa. Il ricorso è stato pertanto rigettato, con condanna della ricorrente alle spese e al pagamento dell’ulteriore contributo unificato se dovuto.
Norme richiamate
art. 21, comma 1, lett. a), d.lgs. 58/1998
È richiamato come base normativa della violazione contestata in materia di servizi e attività di investimento.
art. 40 regolamento Consob n. 16190/2007
È indicato come norma regolamentare violata in relazione alla valutazione di adeguatezza degli investimenti.
art. 5, comma 4, d.lgs. 72/2015
È invocato dalla ricorrente per sostenere l’applicazione della disciplina sopravvenuta, ma la Corte non lo ritiene decisivo nel caso concreto.
art. 190 TUF
La Corte applica il testo previgente ratione temporis in base al regime transitorio del d.lgs. 72/2015.
art. 6, comma 2, d.lgs. 72/2015
È interpretato come norma transitoria che, nel caso di specie, mantiene applicabile la disciplina previgente; la questione di costituzionalità è ritenuta non idonea a mutare l’esito della controversia.
art. 3 Cost.
È richiamato in relazione alla questione di legittimità costituzionale sul principio di ragionevolezza e sulla retroattività della lex mitior.
art. 117, primo comma, Cost.
È richiamato per il collegamento con la giurisprudenza CEDU in tema di sanzioni aventi natura sostanzialmente penale.
art. 7 CEDU
È evocato come parametro per la retroattività della legge più favorevole solo per sanzioni sostanzialmente penali.
art. 3 legge 689/1981
La Corte ribadisce che pone una presunzione di colpa a carico del trasgressore, il quale deve provare di aver agito senza colpa.
art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002
È applicato per il raddoppio/ulteriore contributo unificato a carico della parte soccombente.
art. 13, comma 1-bis, d.P.R. 115/2002
È richiamato come parametro del contributo unificato dovuto in caso di rigetto del ricorso.
Massime di principio
- Nel sistema sanzionatorio CONSOB, il regime transitorio del d.lgs. 72/2015 può imporre l’applicazione della disciplina previgente agli illeciti commessi prima dell’operatività delle nuove disposizioni, salvo che ricorrano i presupposti specifici per la retroattività della lex mitior.
- La declaratoria di illegittimità costituzionale relativa alle sanzioni CONSOB ha portata limitata alle sole fattispecie che, per natura e intensità afflittiva, assumono carattere sostanzialmente penale; essa non si estende automaticamente a tutte le sanzioni amministrative finanziarie.
- In materia di illeciti amministrativi finanziari, l’art. 3 L. 689/1981 configura una presunzione di colpa a carico dell’autore della violazione: spetta al trasgressore dimostrare di aver agito senza colpa, non essendo sufficiente la mera contestazione dell’elemento psicologico.
- Quando la normativa di settore disciplina condotte doverose e procedure, il giudizio di colpevolezza è ancorato alla suitas della condotta e alla diligenza esigibile, più che alla prova di un concreto atteggiamento psicologico intenzionale.
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