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Ordinanza

Ordinanza n. 1249/2026 - Napoli, Sezione 6

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di revoca del Nulla Osta -istanza P-NA/L/Q/2023/103148 al lavoro subordinato, emesso dalla Prefettura di Napoli il 24/07/2025 e notificato in data 25/07/2025, nonché di ogni altro atto comunque connesso a quello impugnato.

Giustizia amministrativa202506082

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: provvedimento prefettizio di revoca del nulla osta al lavoro subordinato

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il provvedimento della Prefettura di Napoli che aveva revocato il nulla osta al lavoro subordinato. Nella fase cautelare ha riproposto una domanda già respinta con una precedente ordinanza cautelare, senza indicare circostanze sopravvenute, o anteriormente esistenti ma conosciute soltanto successivamente, idonee a giustificare la revoca o la modifica della precedente decisione interinale. Ha inoltre richiamato la nuova attività lavorativa reperita, prospettandola come elemento sopravvenuto utile alla rivalutazione della propria posizione. Tale rivalutazione si ricollegava anche al successivo diniego del rilascio di un permesso di soggiorno, compreso quello per attesa occupazione, ma il ricorrente non aveva impugnato tale ulteriore provvedimento negativo, sicché esso non era stato portato nel thema decidendum del giudizio.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare di sospensione del provvedimento di revoca del nulla osta. In sede di sommaria cognizione non ha ravvisato prima facie i presupposti per concedere la tutela, rilevando anzitutto che la domanda era stata riproposta senza allegazione di sopravvenienze idonee a modificare la precedente ordinanza cautelare di rigetto. Ha inoltre ritenuto che la rivalutazione della posizione del ricorrente alla luce della nuova attività lavorativa fosse estranea all'oggetto del giudizio, limitato all'impugnazione del primo provvedimento di revoca del nulla osta. Il successivo diniego del permesso di soggiorno, anche per attesa occupazione, non essendo stato autonomamente impugnato, non poteva ampliare l'oggetto della controversia. Le spese della fase cautelare sono state compensate per le peculiarità della controversia.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti propri della tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha negato la sospensione all'esito della sommaria delibazione, non ravvisando prima facie i presupposti per concederla.

Massime di principio

  • La riproposizione di una domanda cautelare già respinta richiede l'allegazione di circostanze sopravvenute, oppure già esistenti ma conosciute soltanto successivamente, idonee a giustificare la revoca o la modifica della precedente ordinanza cautelare; in mancanza, la nuova domanda è priva del necessario presupposto.
  • Nel giudizio amministrativo il thema decidendum resta delimitato dagli atti impugnati: elementi riferiti a un successivo provvedimento amministrativo non possono fondare la rivalutazione della posizione del ricorrente se quel provvedimento non è stato autonomamente impugnato.
  • La sopravvenienza di una nuova attività lavorativa non consente, nell'ambito del giudizio diretto contro la revoca di un nulla osta al lavoro subordinato, di estendere d'ufficio la controversia alla legittimità di un successivo diniego di permesso di soggiorno, anche per attesa occupazione, se tale diniego non è stato impugnato.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareSopravvenuta carenza di interesse

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