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Sentenza

Sentenza n. 360/2026 - Bari, Sezione 1

per l'accertamento del diritto della ricorrente, in qualità di familiare di soggetto affetto da disabilità, a usufruire del congedo retribuito con riconoscimento dell'indennità corrispondente all''ultima retribuzione entro il limite annuo fissato dall''art. 42 comma 5 ter D.Lgs. n. 151/2001; e per la condanna - dell'Amministrazione resistente al pagamento delle somme eventualmente trattenute sullo stipendio.

Giustizia amministrativa202500007

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: recupero di somme ritenute indebitamente corrisposte per congedo straordinario retribuito e conseguente trattenuta sullo stipendio

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, vicedirettrice di una casa circondariale, aveva fruito nel 2022 di 99 giorni di congedo retribuito ai sensi dell'art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001 per assistere il genitore convivente con disabilità. L'amministrazione ha ritenuto che il limite massimo annuale previsto dall'art. 42, comma 5-ter, dovesse essere riparametrato su base giornaliera e ha quindi rideterminato in diminuzione l'indennità, comunicando il recupero di somme asseritamente indebite e predisponendo una trattenuta stipendiale. La ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto a percepire l'indennità corrispondente all'ultima retribuzione, entro il solo limite annuo previsto dalla legge, nonché la restituzione delle somme eventualmente trattenute. Le amministrazioni hanno eccepito il difetto di legittimazione passiva del Ministero della Giustizia e la necessità di integrare il contraddittorio nei confronti dell'INPS; nel merito hanno sostenuto la correttezza del limite giornaliero proporzionale.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha escluso il difetto di legittimazione passiva del Ministero della Giustizia, poiché esso aveva concesso il congedo in qualità di datore di lavoro e il giudizio era destinato a produrre nei suoi confronti effetti almeno indiretti. Ha inoltre ritenuto non necessaria l'integrazione del contraddittorio nei confronti dell'INPS: la circolare INPS n. 35/2022, in quanto atto interno interpretativo privo di effetti esterni, non doveva essere impugnata e non vincolava la Ragioneria nell'interpretazione della legge. Nel merito, il Collegio ha ritenuto che il limite previsto dall'art. 42, comma 5-ter, costituisca un tetto massimo annuale riferito al singolo dipendente e operante per il congedo di durata annuale, senza che la norma consenta di ricavare un ulteriore limite giornaliero proporzionale per congedi di durata inferiore. L'indennità deve quindi essere commisurata all'ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative, fino al raggiungimento del limite annuo. È stato dichiarato illegittimo il recupero, poiché la ricorrente non aveva raggiunto tale limite. L'amministrazione è stata condannata a restituire le somme eventualmente trattenute, subordinatamente all'effettivo recupero. Le spese sono state compensate per la presenza di un precedente orientamento difforme, successivamente riformato dal Consiglio di Stato.

Norme richiamate

  • art. 42, comma 5-ter, d.lgs. n. 151/2001

    durante il periodo di congedo, il richiedente ha diritto a percepire un’indennità corrispondente all’ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative del trattamento, e il periodo medesimo è coperto da contribuzione figurativa; l'indennità e la contribuzione figurativa spettano fino a un importo complessivo massimo di euro 43.579,06 annui per il congedo di durata annuale

    Il limite è un tetto massimo annuale riferito al singolo dipendente e al congedo di durata annuale; la disposizione non autorizza la creazione di un limite giornaliero proporzionale per periodi di congedo inferiori all'anno.

  • art. 42, comma 5, d.lgs. n. 151/2001

    È la base normativa della fruizione del congedo retribuito per l'assistenza al familiare con disabilità.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Ha fondato l'ordine di oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale presupposto per la protezione dei dati relativi alla salute mediante oscuramento del provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale ulteriore base normativa per l'oscuramento dei dati relativi alla salute.

Massime di principio

  • Il limite previsto per l'indennità del congedo straordinario retribuito dall'art. 42, comma 5-ter, d.lgs. n. 151/2001 opera come tetto massimo annuale per il singolo dipendente e non può essere trasformato, in via interpretativa, in un limite giornaliero o mensile proporzionale quando il congedo fruito abbia durata inferiore all'anno.
  • L'indennità per il congedo straordinario deve essere commisurata all'ultima retribuzione, con riferimento alle voci fisse e continuative, fino al raggiungimento del limite massimo annuo previsto dalla legge; un'interpretazione che renda in concreto inapplicabile tale parametro retributivo non è conforme al testo normativo.
  • Le circolari interpretative dell'INPS, in quanto atti interni privi di effetti esterni, non necessitano di autonoma impugnazione e non vincolano altre amministrazioni chiamate ad applicare direttamente la disposizione legislativa.
  • Nel giudizio relativo al recupero di somme connesse alla fruizione del congedo, il Ministero datore di lavoro conserva la legittimazione a partecipare al processo quando ha concesso il congedo e la decisione è destinata a produrre nei suoi confronti effetti almeno indiretti.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenzialeDanno da provvedimento illegittimo
RamiPubblico impiego e concorsiResponsabilità della pubblica amministrazione
IstitutiPrincipio di legalità e tipicitàDifetto di motivazioneRiparto di giurisdizione

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