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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40369/2023 del 04/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per appropriazione indebita di arredi e oggetti di valore affidati in custodia (fatti del 2018). Le censure riguardavano, tra l'altro, la presunta tardività della querela, errori nella valutazione della prova indiziaria, l'errato riconoscimento dell'aggravante del danno di rilevante gravità, l'applicazione retroattiva della cornice edittale modificata dalla L. 9 gennaio 2019 n. 3 e la legittimità della condanna al pagamento della provvisionale. Durante il procedimento di cassazione sono stati depositati verbali attestanti la remissione della querela operata dal procuratore speciale della parte civile e l'accettazione da parte degli imputati.

La decisione

La Corte di cassazione ha rilevato d'ufficio l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 cod. pen. perché la remissione della querela, intervenuta in pendenza del ricorso e regolarmente accettata, estingue il reato. Essendo il ricorso stato tempestivamente proposto e risultando regolari gli atti di remissione e accettazione, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata. Ai sensi dell'art. 340 cod. proc. pen. ha poi condannato gli imputati al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 152 cod. pen.

    La remissione della querela, quando intervenuta e regolarmente accettata in pendenza del ricorso per cassazione, determina l'estinzione del reato; tale causa estintiva prevale su eventuali questioni di inammissibilità e va rilevata d'ufficio dal giudice di legittimità se il ricorso è tempestivo.

  • art. 340 cod. proc. pen.

    Applicato per disporre che, a seguito dell'annullamento della sentenza per estinzione del reato, gli imputati devono essere condannati al pagamento delle spese processuali.

  • Sez. Unite, n. 24246 del 25/02/2004 (Chiasserini), Rv. 227681 - 01

    Sez. Unite, n. 24246 del 25/02/2004, Chiasserini, Rv. 227681 - 01

    Giurisprudenza consolidata secondo cui la remissione di querela, accettata durante il giudizio di legittimità, estingue il reato e impone la declaratoria di estinzione da parte della Corte di cassazione se il ricorso è tempestivo.

  • art. 124 cod. pen.

    Richiamato dalla difesa in relazione alla tempestività della querela; il motivo è stato allegato ma non esaminato nel merito perché la Corte ha rilevato l'estinzione del reato a seguito della remissione.

  • art. 606, lett. c) cod. proc. pen.

    Invocato per contestare l'errata motivazione sulla valutazione della prova indiziaria (richiamo all'art. 192 cod. proc. pen.); la questione non è stata affrontata nel merito a causa dell'estinzione del reato.

  • art. 192 cod. proc. pen.

    Norma sulle regole di valutazione delle prove indiziarie richiamata dalla difesa; non valutata dalla Corte per effetto dell'estinzione del reato.

  • art. 61 n. 7 cod. pen.

    Richiamata dalla difesa per contestare il riconoscimento dell'aggravante del danno di rilevante gravità; questione non decisa in ordine al merito per l'estinzione intervenuta.

  • art. 646 cod. pen. e L. 9 gennaio 2019, n. 3

    La difesa ha censurato l'uso della nuova cornice edittale introdotta dalla citata legge, intervenuta dopo il fatto; anche questa questione è rimasta in sospeso a seguito della declaratoria di estinzione.

  • artt. 539 e 540 cod. proc. pen.

    Richiamati in relazione alla legittimità della condanna al pagamento della provvisionale; la Corte non si è pronunciata sul merito per effetto dell'estinzione del reato.

Massime di principio

  • La remissione della querela, se regolare e accettata, estingue il reato anche se intervenuta in pendenza di ricorso per cassazione: il giudice di legittimità deve rilevarla d'ufficio e può annullare la sentenza impugnata senza rinvio.
  • La tempestività del ricorso è condizione perché la declaratoria di estinzione sia pronunciata dalla Corte di cassazione: verificare sempre il rispetto dei termini processuali.
  • Una volta dichiarata l'estinzione del reato per remissione della querela, le censure sostanziali sulla prova, sulle aggravanti o sulla determinazione della pena diventano in massima parte oziose e non vengono valutate nel merito.
  • Per ottenere l'effetto estintivo è fondamentale che gli atti di remissione e di accettazione siano formali, regolari e depositati in modo documentato nel fascicolo processuale; copie autenticate sono decisive.
  • In caso di estinzione per remissione la pronuncia può comportare comunque la condanna alle spese processuali a carico degli imputati (art. 340 c.p.p.), pertanto va valutato l'impatto economico anche quando si ottiene l'annullamento della sentenza.

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