Cassazione Penale, Sentenza n. 39142/2022 del 18/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Napoli che lo aveva condannato per detenzione di stupefacenti ai sensi dell'art. 73, comma 1, D.P.R. 309/1990, chiedendo la riqualificazione del fatto nella piu' lieve ipotesi di cui all'art. 73, comma 5, D.P.R. 309/1990 (lieve entita'). Ha sostenuto che una valutazione complessiva degli elementi probatori (quantita', modalita' di confezionamento, comportamento e altri indici) avrebbe dovuto portare al riconoscimento della lieve entita'.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e, percio', inammissibile. Ha ritenuto il motivo generico e non confrontato criticamente con le argomentazioni della Corte territoriale. In diritto la Corte ha richiamato l'orientamento secondo cui il riconoscimento della lieve entita' richiede una valutazione complessiva di mezzi, modalita' e circostanze dell'azione nonche' della qualita' e quantita' delle sostanze, ed ha ritenuto che la Corte d'appello abbia adeguatamente motivato il diniego, valorizzando elementi indicativi della destinazione allo spaccio (quantita' superiore alle tabelle ministeriali, presenza di hashish e cocaina, confezionamento in dosi, tentativo di disfarsi delle sostanze). Il ricorrente e' stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 1
art. 73, comma 1, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Delitto di detenzione di sostanze stupefacenti: la Corte ha confermato la condanna per detenzione di hashish e cocaina in quantita' e modalita' tali da escludere l'uso esclusivamente personale
D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309, art. 73, comma 5
art. 73, comma 5, D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma sulla lieve entita': richiede una valutazione complessiva di tutti gli elementi (mezzi, modalita', circostanze, qualita' e quantita') e puo' essere esclusa anche se un solo elemento dimostra che la lesione del bene giuridico non e' lieve
Corte Costituzionale, sentenza n. 186/2000
Richiamata in relazione alla mancata esenzione dalle sanzioni pecuniarie: la Corte ha ritenuto non sussistenti ragioni di esonero dal pagamento della somma a favore della Cassa delle ammende
Massime di principio
- Il riconoscimento della lieve entita' ex art. 73, comma 5, DPR 309/1990 richiede una valutazione complessiva e motivata di tutti gli elementi: modalita' dell'azione, mezzi, circostanze, quantita' e qualita' delle sostanze (incluso grado di purezza).
- La presenza di anche un solo elemento significativo (es. quantitativi che superano ampiamente le tabelle ministeriali, confezionamento in dosi, eterogeneita' delle sostanze, tentativi di disfarsi della droga) puo' escludere la configurabilita' della lieve entita'.
- Nella decisione deve risultare chiaramente che il giudice ha considerato e pesato tutti gli aspetti rilevanti; la motivazione che espone le ragioni per cui alcuni elementi prevalgono e' sufficiente se logica e congrua.
- In sede di ricorso in Cassazione non e' ammesso riproporre meccanicamente le stesse doglianze gia' formulate in appello senza un critico confronto con le argomentazioni della Corte territoriale; motivi generici o reiterativi sono dichiarati inammissibili.
- Per ottenere il riconoscimento della lieve entita' e' utile documentare elementi fattuali concreti che depongano per uso personale (quantita' molto contenute, assenza di confezionamento in dosi, unica sostanza, assenza di elementi indicativi di spaccio, analisi sulla purezza), nonche' evidenziare eventuali vizi logici o omissioni nella motivazione del giudice.
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