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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40020/2022 del 21/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza n. 1/2022 del Tribunale di Udine che aveva rigettato il ricorso per riesame contro il decreto di convalida del sequestro probatorio emesso il 10/12/2021. Il ricorrente denunciava violazione di legge e motivazione meramente apparente, lamentando in particolare: mancata individuazione dell'oggetto del sequestro; carenza di motivazione sul carattere necessario e concreto della finalità probatoria dell'acquisizione del corpo del reato; insufficiente motivazione sul fumus delicti e sull'idoneità degli elementi a giustificare la sottrazione dei beni per acquisire prove non altrimenti reperibili.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata fosse adeguatamente motivata: il Tribunale del riesame aveva esaminato la legittimità del decreto di convalida, richiamando i verbali della polizia giudiziaria dai quali emergeva l'oggetto del sequestro (circa quarantina di giocattoli con marchi Vespa‑Piaggio, Mattel, Cars Disney privi di logo ufficiale, etichette e sistemi di antifalsificazione) e la sussistenza di un fumus delicti idoneo a giustificare l'intervento per finalità probatorie non meramente esplorative. La Corte ha inoltre confermato la legittimità della motivazione "per relationem" e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende (art. 616 c.p.p.).

Norme richiamate

  • art. 474 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla necessità di motivare l'oggetto del sequestro e il fumus delicti: la Corte valuta che gli elementi indiziari indicati nei verbali giustificano la misura probatoria.

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Richiamato per distinguere l'illogicità manifesta (impugnabile con specifico motivo di cui all'art. 606, lett. e) dalla nozione di violazione di legge; la Cassazione precisa i limiti dei motivi ammissibili in materia di sequestro.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e all'ammenda provvisoria (condanna al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende) in caso di ricorso dichiarato inammissibile.

  • Giurisprudenza sul principio della motivazione "per relationem"

    Sez. 2, n. 55199 del 29/05/2018 (Salcini) e altre pronunce citate

    La motivazione per relationem è legittima se il provvedimento rinvia a un atto processuale debitamente motivato, il giudice dimostra di averne preso cognizione e l'atto di riferimento è noto o comunque opponibile alla parte interessata.

  • Giurisprudenza sul limite del sindacato di merito in sede di riesame

    Sez. U, n. 7 del 23/02/2000 (Mariano)

    Il giudice del riesame non può anticipare la decisione di merito sulla responsabilità dell'indagato: deve verificare la compatibilità tra la fattispecie concreta e quella legale e limitarsi al controllo degli indici di fumus, non alla prova della colpevolezza.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione contro provvedimenti di sequestro probatorio è ammesso solo per violazione di legge o per vizi motivazionali così gravi da rendere il provvedimento privo dei requisiti minimi di coerenza, completezza e ragionevolezza.
  • Il giudice del riesame deve limitarsi a verificare la compatibilità tra i fatti emersi e la fattispecie legale e non può sostituirsi al giudizio di merito sulla responsabilità dell'indagato.
  • La motivazione "per relationem" è valida se il provvedimento fa riferimento a un atto del procedimento legittimo e adeguatamente motivato, il giudice dimostra di averne tenuto conto e l'atto è noto o opponibile alla parte.
  • Per giustificare un sequestro probatorio occorre indicare il fumus delicti e la necessità della sottrazione del bene per acquisire elementi di prova non altrimenti reperibili; indizi concreti (es. merci con marchi irregolari, mancanza di etichette/ologrammi) possono suffragare tale esigenza.
  • Un ricorso che in realtà mira a riesaminare il merito probatorio (dimostrare la non sussistenza di indizi) è destinato all'inammissibilità in Cassazione se non inquadra correttamente i motivi di violazione di legge o vizi radicali di motivazione.
  • In caso di inammissibilità del ricorso la parte può essere condannata alle spese e ad ammende (art. 616 c.p.p.); occorre valutare il rischio sanzionatorio prima di proporre ricorso infondato.

Testo integrale

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