Cassazione Penale, Sentenza n. 34845/2025 del 27/10/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'imputato ha impugnato la riforma in appello della precedente assoluzione sostenendo che la Corte di appello ha cambiato la valutazione dell'attendibilità delle persone offese senza procedere alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale (assenza di assunzione diretta delle testimonianze di Carmine e Barbara Guaglianone), violando gli artt. 192 e 603 c.p.p.; lamenta inoltre un vizio nella valutazione della prova orale e la mancata motivazione rafforzata connessa alla riforma in pejus (artt. 192 e 546 c.p.p.).
La decisione
La Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: la Corte di appello ha riformato l'assoluzione basandosi su una diversa valutazione dell'attendibilità delle dichiarazioni ritenute decisive senza procedere alla rinnovazione delle prove dichiarative (né dell'imputato né delle persone offese). Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata e rinviata per nuovo giudizio al giudice civile competente per valore in grado di appello, secondo l'orientamento delle Sezioni Unite richiamato in motivazione.
Norme richiamate
art. 192 cod. proc. pen.
Richiesto il rispetto dei principi di motivazione e valutazione della prova; la Corte ha ritenuto che la riforma della valutazione della prova dichiarativa richiedesse una rinnovazione istruttoria.
art. 603 cod. proc. pen.
Richiama l'obbligo di rinnovare l'istruttoria dibattimentale, anche d'ufficio, quando la Corte di appello riforma una sentenza assolutoria basandosi su diverso apprezzamento dell'attendibilità di dichiarazioni decisive (si menziona anche il comma 3-bis introdotto dalla legge 23/06/2017, n.103).
art. 546 cod. proc. pen.
Rilevato in relazione all'obbligo di motivazione rafforzata in caso di riforma in pejus; la Corte ha ritenuto che la motivazione non fosse adeguata senza la rinnovazione della prova.
legge 23 giugno 2017, n. 103
Modifiche processuali (tra cui il comma 3-bis dell'art. 603 c.p.p.) che non esonerano il giudice d'appello dall'obbligo di rinnovazione dell'istruttoria quando si riforma un'assoluzione sulla base di diversa valutazione dell'attendibilità.
Massime di principio
- Se la Corte d'appello riforma una sentenza di assoluzione basandosi su un diverso apprezzamento dell'attendibilità di dichiarazioni già rese, deve procedere alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale (anche d'ufficio) e assumere nuovamente le testimonianze decisive.
- L'obbligo di rinnovazione vale indipendentemente dalla qualifica del dichiarante (testimone 'puro', persona offesa, coimputato, soggetto vulnerabile, imputato) con le necessarie cautele per i soggetti deboli.
- La mancata rinnovazione della prova dichiarativa considerata decisiva comporta l'annullamento dell'eventuale condanna agli effetti civili e il rinvio per nuovo giudizio.
- In caso di riforma "in pejus" è necessaria una motivazione rafforzata; la semplice rivalutazione della prova scritta senza assunzione diretta di testimonianze può essere insufficiente.
- Quando la sentenza di merito che condanna per gli effetti civili viene annullata per carenza istruttoria, il rinvio del nuovo giudizio va disposto al giudice civile competente per valore in grado di appello.
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