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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34479/2024 del 12/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del 27/02/2024 con la quale il Tribunale di Napoli ha confermato la misura della custodia cautelare in carcere applicata dal GIP per i reati previsti dagli artt. 73 e 74 del d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309. Il ricorrente denunciava violazione di legge e vizio di motivazione nella valutazione dei gravi indizi di colpevolezza, quanto al reato aggravato di cui all'art. 74 d.P.R. n. 309/1990. Procedimentalmente, il difensore presentò una rinuncia al ricorso non sottoscritta dal ricorrente e priva di procura speciale; in seguito trasmise una procura speciale autenticata datata 4/6/2024.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la rinuncia iniziale, sottoscritta solo dal difensore e senza procura speciale, fosse inidonea a manifestare la volontà personale del ricorrente; tuttavia, valutando la successiva produzione della procura speciale autenticata (4/6/2024), ha riconosciuto efficacia alla rinuncia come manifestazione della volontà personale del ricorrente. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile per rinuncia all'impugnazione e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. La Corte non si è pronunciata sul merito della questione sostanziale relativa alla legittimità della custodia cautelare.

Norme richiamate

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 73

    art. 73 d.P.R. n. 309/1990

    Norma incriminatrice relativa alle condotte di traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti: richiamata per individuare i reati contestati all'imputato; la decisione non si pronuncia sul concreto giudizio di responsabilità, essendo il ricorso inammissibile per rinuncia.

  • d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 (Testo unico stupefacenti), art. 74

    art. 74 d.P.R. n. 309/1990

    Prevede le aggravanti per le ipotesi di traffico e detenzione di sostanze stupefacenti con effetti particolarmente pericolosi (es. associazione o diffusione su vasta scala): il ricorrente contestava la mancanza di gravi indizi per questa aggravante, ma la Corte non ha esaminato la questione per effetto dell'inammissibilità del ricorso.

  • Giurisprudenza di legittimità (principio sulla rinuncia all'impugnazione)

    Sez. 2, n. 49480 del 31/10/2023 (Esposito, Rv. 285663); Sez. 1, n. 44612 del 16/10/2008 (Frisoni, Rv. 241569)

    È necessario che la rinuncia all'impugnazione manifesti inequivocabilmente la volontà dell'interessato, espressa personalmente o tramite procuratore speciale; la sola sottoscrizione del difensore senza procura speciale è inidonea. Tuttavia, la successiva produzione di procura speciale autenticata può sanare la carenza e rendere efficace la rinuncia.

Massime di principio

  • La rinuncia a un ricorso deve esprimere la volontà personale del ricorrente: la firma solo del difensore senza procura speciale è normalmente inefficace.
  • Se la procura speciale viene successivamente prodotta in forma autenticata e riconducibile alla volontà del ricorrente, la rinuncia può essere convalidata e l'impugnazione dichiarata inammissibile.
  • La dichiarazione di inammissibilità per rinuncia implica la condanna alle spese processuali; il giudice non entra nel merito della questione sostanziale quando l'impugnazione è estinta per rinuncia.
  • Gli avvocati devono verificare e far produrre tempestivamente la procura speciale, soprattutto quando intendono rinunciare a impugnazioni, per evitare rischi di inefficacia e contenziosi procedurali.
  • La pronuncia non pregiudica la possibilità di ulteriori azioni difensive (ad es. nuove impugnazioni nei termini e forme previste) purché compatibili con lo stato processuale e le norme vigenti.

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