Cassazione Penale, Sentenza n. 2321/2024 del 18/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza di appello che confermava la condanna per detenzione a fini di spaccio (art. 73 d.P.R. n. 309/1990, comma 4) di 26,552 grammi di THC puro e la confisca di 840 euro rinvenuti al momento dell'arresto. La difesa denunciava: carenze di motivazione e travisamento della prova; uso illegittimo del precedente penale del ricorrente come elemento decisivo; errata qualificazione del fatto (contestando la mancata applicazione dell'ipotesi di cui al comma 5 dell'art. 73, favorevole alla lieve offensività); illegittimità della confisca del denaro per assenza di chiaro fondamento normativo e inesistenza di pertinenzialità, avendo la difesa sostenuto che i contanti erano giustificati da un'anticipazione di stipendio e da capacità reddituali.
La decisione
La Corte (di legittimità) ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto fondate le valutazioni dei giudici di merito: il quadro fattuale (panetto di hashish idoneo a oltre 1000 dosi, bilancino di precisione, 840 euro in contanti) non è stato smentito adeguatamente dalla difesa. Le dichiarazioni difensive (uso personale, anticipazione di stipendio, possesso del bilancino per pesare per sé) sono rimaste indimostrate e contraddittorie rispetto agli altri elementi. La qualificazione come detenzione a fini di spaccio è confermata in considerazione della quantità e della qualità della sostanza e della somma non giustificata. Quanto alla confisca, la Corte ha chiarito che essa è stata motivata ai sensi degli artt. 240-bis c.p. e 85-bis d.P.R. n. 309/1990, per sproporzione tra l'importo e la capacità finanziaria del ricorrente; la difesa non ha fornito adeguata prova documentale delle capacità reddituali né ha comprovato l'anticipazione di stipendio invocata. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento (spese/oltre quanto previsto).
Norme richiamate
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 73
Il comma 4 punisce la detenzione a fini di spaccio; la Corte ha ritenuto integrati gli elementi per tale fattispecie (quantità della sostanza, strumenti per la pesatura, disponibilità di denaro), escludendo l'applicabilità della misura più favorevole del comma 5 per la lieve offensività, in ragione della consistente capacità di immissione sul mercato.
codice di procedura penale, art. 533, comma 1
Riferimento alla regola della motivazione e alla valutazione delle emergenze probatorie; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito abbiano adeguatamente motivato le loro valutazioni e che il ricorso non abbia dimostrato una manifesta irragionevolezza o carenza motivazionale.
codice penale, art. 240
art. 240, comma 1 (citato opzionalmente nel testo)
L'articolo disciplina il sequestro funzionale alla confisca quando esista pertinenzialità; la Corte ha osservato che l'assenza di nesso immediato di pertinenzialità non impedisce di valorizzare il denaro come elemento circostanziale indicativo della finalità illecita della detenzione della droga.
codice penale, art. 240-bis
Norma applicata per giustificare la confisca per sproporzione tra importo e capacità del soggetto; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della confisca ai sensi del 240-bis vista l'assenza di prova contraria sulla provenienza lecita o sulle capacità reddituali.
d.P.R. n. 309 del 1990, art. 85-bis
Prevede specifiche misure patrimoniali e confisca nell'ambito delle disposizioni sugli stupefacenti; la Corte ha richiamato tale disposizione unitamente all'art. 240-bis per motivare la confisca dei contanti.
Massime di principio
- La contemporanea presenza di una quantità elevata di stupefacente (suscettibile di molte dosi), strumenti per il dosaggio (es. bilancino) e denaro contante non giustificato costituisce un quadro fattuale idoneo a fondare la deduzione di finalità di spaccio, nonostante le affermazioni difensive di uso personale.
- Il precedente penale può contribuire a rafforzare l'inferenza di colpevolezza, ma la condanna non deve fondarsi esclusivamente su di esso: è richiesto un quadro probatorio complessivo coerente.
- Per contrastare efficacemente accuse di detenzione a fini di spaccio il difensore deve fornire prove documentali concrete (es. giustificativi di entrate, ricevute, documentazione bancaria) che attestino la liceità della provenienza del denaro e la coerenza delle capacità reddituali invocate.
- La confisca di somme può essere disposta anche non per pertinenzialità diretta con la cessione, ma per applicazione delle norme (art. 240-bis c.p. e art. 85-bis d.P.R. 309/1990) quando risulti sproporzione tra importi e capacità del soggetto; spetta alla difesa fornire elementi per confutare tale sproporzione.
- In sede di impugnazione è insufficiente contestare in astratto la motivazione: occorre dimostrare specifici errori di valutazione o l'assenza di elementi posti a base della decisione, rendendo manifesto il vizio logico-giuridico o la manifesta illogicità delle conclusioni.
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