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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27660/2022 del 15/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La parte civile (PELLEGRINI) impugnava l'assoluzione di GRAFOVA dal reato di lesioni (art. 590 c.p.), deducendo: 1) violazioni procedurali e omissione nell'assunzione di prove decisive in appello, con richiesta di rinnovazione dell'istruttoria e escussione di consulenti di parte non svolta; 2) errata valutazione della responsabilità per colpa e travisamento dei fatti rispetto alla violazione dell'art. 140 C.d.S., sostenendo che GRAFOVA avrebbe ripreso la marcia nonostante lo stop imposto dalle staffette durante una gara ciclistica e che la testimonianza e la consulenza tecnica prodotte avrebbero comprovato la sua responsabilità.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto che il giudice di merito avesse correttamente valutato gli elementi probatori e che non vi fosse prova certa che l'auto fosse in moto al momento dell'impatto; la consulenza di parte è stata valutata come memoria tecnica non decisiva e non univoca sul punto centrale (condizione statica/dinamica del veicolo), per cui la rinnovazione istruttoria in appello non era necessaria. È stata inoltre richiamata la regola secondo cui la Cassazione non può rivedere la valutazione di merito se non in presenza di vizi del percorso motivazionale. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 590 cod. pen.

    Norma che punisce le lesioni; nella sentenza è l'articolo riferito alla fattispecie contestata (lesioni colpose).

  • art. 140 Codice della Strada

    Norma di prudenza/attenzione richiamata quale regola cautelare la cui violazione avrebbe costituito la colpa contestata; la corte ha ritenuto però mancante una prova certa della violazione.

  • art. 121 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina memorie e documenti di parte; il Tribunale ha valutato l'elaborato tecnico prodotto come memoria ai sensi dell'art.121 e non come consulenza assunta in contraddittorio.

  • art. 603 cod. proc. pen. (comma 1 e richiamo al comma 3-bis)

    Regole sulla rinnovazione dell'istruttoria in appello: la rinnovazione è eccezionale e possibile solo se il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti; il richiamo al comma 3-bis è stato ritenuto non pertinente nel caso specifico.

  • art. 533 cod. proc. pen.

    Principio del giudizio penale che impone l'assoluzione quando il dato probatorio non è certo in termini di alta credibilità razionale; applicato per negare la responsabilità laddove mancava prova certa che l'auto fosse in movimento.

  • art. 606 lett. e) cod. proc. pen.

    Limite alle censure in Cassazione: il travisamento del fatto non è deducibile quando la censura si risolve in una nuova valutazione delle risultanze di merito; citato per spiegare l'inammissibilità delle doglianze che chiedevano una rivalutazione dei fatti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per le statuizioni conseguenti alla declaratoria di inammissibilità (condanna alle spese e ammenda), in relazione alle conclusioni del Procuratore generale.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina liberamente la valutazione delle prove fatta dai giudici di merito: le censure che mirano a una rivalutazione del materiale probatorio sono inammissibili salvo vizi motivazionali evidenti.
  • La rinnovazione dell'istruttoria in appello (art. 603 c.p.p.) è rimedio eccezionale: va chiesta e concessa solo se il giudice ritiene di non poter decidere allo stato degli atti perché i dati acquisiti sono incerti e l'elemento richiesto è decisivo.
  • Una consulenza tecnica prodotta come memoria ai sensi dell'art.121 c.p.p. non sostituisce l'escussione del consulente in contraddittorio; per farla valere occorre, di norma, chiedere la sua escussione o acquisire perizia contraddittoria.
  • Nei procedimenti penali (anche se il processo ha effetti civili), la responsabilità dell'agente richiede prova certo/alta credibilità razionale della violazione; ricostruzioni basate su mere probabilità o congetture non sono sufficienti.
  • Quando si contesta la violazione di norme di circolazione durante eventi sportivi, è essenziale produrre elementi precisi e univoci (posizione del veicolo, tracce, testimonianze circostanziate, perizia contraddittoria) sulla condotta al momento dell'evento.
  • Chi impugna in Cassazione deve mostrare vizi di diritto o di motivazione chiaramente rilevabili; la mera insoddisfazione per la diversa valutazione dei fatti non basta.

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