Cassazione Penale, Sentenza n. 37365/2022 del 04/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Agrigento che aveva rigettato il gravame avverso il decreto di sequestro preventivo del Teatro greco e dell'area antistante. Il ricorrente contestava l'assenza dei presupposti per il sequestro (mancanza di 'fumus commissi delicti' e di 'periculum in mora'), l'insussistenza delle ipotesi di reato contestate (contravvenzioni ex artt. 677, secondo e terzo comma, e 673 c.p.) e l'assenza delle omissioni a lui addebitate rispetto alla gestione e alla sicurezza dell'area.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il Tribunale aveva correttamente rilevato il fumus commissi delicti e il periculum in mora sulla base della consulenza del Pubblico ministero e dei rilievi dei Vigili del fuoco (deterioramento strutturale, distacchi, ossidazione ferri d'armatura, lastre divelte, mancanza di segnaletica e delimitazione). La Corte ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale e ha negato la possibilità di riesaminare i fatti in questa sede, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 677 cod. pen.
La condotta omissiva relativa alla tutela della pubblica incolumità è stata ritenuta astrattamente configurabile nelle fattispecie previste da questa norma, in relazione agli elementi tecnici che evidenziavano pericolo per la pubblica incolumità.
art. 673 cod. pen.
La norma è richiamata come possibile inquadramento delle condotte censurate con riguardo alla sicurezza e conservazione dei beni soggetti a tutela, in combinato con le risultanze tecniche che hanno motivato il sequestro.
art. 606, comma 1, lett. b) ed e) cod. proc. pen.
Richiamata dal ricorrente per censurare violazione di legge e vizio di motivazione; la Corte ha osservato che le censure riguardavano in larga parte una rivalutazione dei fatti e delle fonti di prova, materia non consentita in sede di legittimità.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Limitazione dell'esposizione del motivo di ricorso in cassazione; il motivo è stato riprodotto nei limiti previsti da questa disposizione.
art. 23, comma 8, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137
Previsione procedurale richiamata in relazione alla requisitoria del Pubblico ministero; il PM aveva concluso per l'inammissibilità del ricorso.
Massime di principio
- Il sequestro preventivo volto a prevenire pericoli per la pubblica incolumità può essere disposto quando le risultanze tecniche (perizia, rilievi dei Vigili del fuoco, consulenze) dimostrano un pericolo attuale e concreto; tali elementi possono formare il 'fumus' dei reati e il 'periculum in mora'.
- La riapertura al pubblico di un'area segnalata come a rischio senza adeguata segnaletica e delimitazione rafforza il giudizio di pericolosità e giustifica misure cautelari come il sequestro per impedire ulteriori rischi.
- In sede di Cassazione la valutazione dei giudici di merito sulle risultanze probatorie e sulla concretezza del pericolo è in linea di principio insindacabile; i motivi che impugnano la valutazione fattuale sono spesso respinti come tentativo di riconsiderare i fatti.
- Per opporsi efficacemente a un sequestro cautelare in questi casi è utile produrre tempestiva e documentata prova tecnica (perizie, interventi di messa in sicurezza, verbali dei Vigili del fuoco) che dimostri l'assenza di pericolo attuale o l'adozione di misure idonee a eliminarlo.
- Misure provvisorie e immediatamente eseguibili (segnaletica, delimitazione dell'area, chiusure temporanee) sono determinanti per ridurre il rischio che sia ritenuto necessario il sequestro; la mancata applicazione di tali misure o la loro inefficacia rafforza la posizione del Pubblico Ministero.
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