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Cassazione Civile, Ordinanza n. 31024/2023 del 07/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (ente esponenziale)

La controversia

L'amministrazione dei beni di uso civico ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione nell'ambito di un giudizio pendente davanti al Commissario per la liquidazione degli usi civici, nato da un esposto per il taglio non autorizzato di piante in un'area che l'amministrazione riteneva gravata da uso civico e interessata da un elettrodotto. Secondo il ricorrente, la domanda introduttiva davanti al Commissario mirava a contestare la legittimità dell'occupazione di fatto del terreno collettivo e dell'installazione stessa dell'elettrodotto, chiedendo reintegra, ripristino dei luoghi e liquidazione dei frutti non percepiti. La società resistente ha invece sostenuto che si trattava soltanto di manutenzione ordinaria di un impianto esistente da decenni, senza contestazione della natura demaniale civica del suolo, e dunque senza giurisdizione commissariale. Il ricorso verteva quindi sulla sussistenza della giurisdizione speciale in relazione all'accertamento della qualitas soli e della compatibilità dell'intervento materiale con il godimento civico del bene.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato la giurisdizione del Commissario per la liquidazione degli usi civici per Lazio, Umbria e Toscana. Ha ritenuto che l'accertamento della compatibilità del taglio massiccio di piante e, più in generale, dell'installazione o esistenza dell'elettrodotto su terreno gravato da uso civico rientri nella giurisdizione commissariale, perché implica la verifica della natura e dell'estensione del diritto civico e integra una contestazione implicita della demanialità del terreno. La Corte ha escluso che la normativa sopravvenuta del 2022 sugli elettrodotti su aree gravate da uso civico escluda tale giurisdizione, poiché essa ha portata tendenzialmente futura e non elimina l'interesse a decidere sulle vicende anteriori. Il regolamento è stato quindi definito in senso favorevole al Commissario, con prosecuzione del giudizio davanti a quel giudice speciale.

Norme richiamate

  • art. 29, comma 2, L. 16 giugno 1927, n. 1766

    attribuisce ai Commissari per la liquidazione degli usi civici la cognizione delle controversie che investono natura ed estensione dei diritti civici e l'uso dei beni gravati da uso civico.

  • L. 20 maggio 2022, n. 34, art. 13-bis

    le disposizioni introdotte in materia di elettrodotti su aree gravate da uso civico sono lette come norme di favore per lo sviluppo energetico con prevalutazione di compatibilità astratta, destinate però a operare per il futuro e non idonee a escludere la giurisdizione commissariale su fatti anteriori.

  • art. 4, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    le nuove disposizioni prevedono, in via generale, la compatibilità degli elettrodotti con l'esercizio dell'uso civico, salva diversa valutazione dell'autorità competente nel caso concreto, e disciplinano le ricostruzioni di elettrodotti esistenti.

  • art. 52-quinquies, comma 1, d.P.R. 8 giugno 2001, n. 327

    richiamato quale base normativa degli elettrodotti cui si riferisce la disciplina introdotta nel 2022.

  • Cass. S.U. n. 8252 del 2023

    richiamata per affermare che attività di fatto su terreno gravato da uso civico che possano costituire contestazione implicita della demanialità rientrano nella giurisdizione commissariale.

  • Cass. S.U. n. 8564 del 2021

    richiamata nel medesimo senso sulla giurisdizione del Commissario quando la questione sulla legittimità dell'intervento presuppone l'accertamento della qualitas soli.

  • Cass. S.U. n. 12570 del 10 maggio 2023

    richiamata per affermare che i diritti di uso civico non possono essere tacitamente estinti da un decreto di espropriazione e richiedono un formale provvedimento di sdemanializzazione.

  • Cass. S.U. n. 8673 del 1995

    richiamata dalla ricorrente a sostegno dell'ampiezza della giurisdizione commissariale nell'accertamento dello ius soli e dell'abusività dell'occupazione.

  • Cass. n. 34460 del 2022

    richiamata dalla ricorrente per sostenere che il Commissario deve accertare l'esistenza e la validità di eventuali provvedimenti di espropriazione e il mutamento di destinazione dei terreni.

  • Cass. n. 9280 del 2020

    richiamata dalla resistente per sostenere che la giurisdizione commissariale si limita alle controversie sull'accertamento di usi civici o sull'appartenenza del terreno al demanio civico.

Massime di principio

  • La giurisdizione del Commissario per gli usi civici sussiste quando la controversia richiede di accertare se una condotta materiale su un terreno collettivo sia compatibile o meno con il godimento civico, perché tale verifica incide sulla natura e sull'estensione del diritto civico.
  • Quando la legittimità dell'intervento su un fondo è contestata in ragione della sua possibile appartenenza al demanio civico, l'accertamento della qualitas soli costituisce antecedente logico-giuridico della decisione e radica la giurisdizione speciale.
  • Non è decisivo, ai fini della giurisdizione, che la parte resistente qualifichi la propria attività come mera manutenzione o negi l'usività del terreno, se il petitum sostanziale implica comunque la verifica della compatibilità dell'opera con il regime civico.
  • Le disposizioni sopravvenute che introducono una presunzione di compatibilità tra elettrodotti e uso civico non escludono la cognizione del Commissario sulle vicende anteriori né sugli effetti prodotti prima della loro entrata in vigore.
  • I diritti di uso civico, per la loro natura assimilabile a quella demaniale, non possono essere considerati tacitamente estinti o neutralizzati da atti espropriativi senza un formale provvedimento di sdemanializzazione.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneUso civico
RamiProcesso civileDiritti reali
IstitutiLitisconsorzio necessario

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