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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 1699/2022 del 17/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente deduceva violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata indicazione del reato base e della specifica entità degli aumenti di pena applicati ai singoli reati satellite nella continuazione. I fatti riguardavano quattro episodi (tre rapine e una tentata estorsione) collegati in continuazione con una rapina già giudicata con sentenza del GUP di Pavia del 4/2/2016; il primo giudice aveva determinato un aumento complessivo in continuazione di 2 anni di reclusione e €1.000 di multa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha richiamato la pronuncia delle Sezioni Unite del 24/06/2021 (che afferma il principio secondo cui il giudice deve calcolare e motivare l'aumento di pena distintamente per ciascun reato satellite), ma ha osservato che nel caso concreto non era stata dedotta in appello la censura sulla congruità dei singoli aumenti. La Corte ha ritenuto comunque che dalla motivazione della Corte d'appello emergesse in modo chiaro il reato base (quello già giudicato nel 2016, ritenuto più grave) e che, data la sostanziale omogeneità dei reati, l'aumento complessivo residuo (2 anni e €1.000, già ridotto per il rito) fosse logicamente ripartito in egual misura fra i quattro reati (quindi 6 mesi e €250 per ciascuno). Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione

    Le Sezioni Unite hanno affermato che, nel calcolo della pena complessiva per reati in continuazione, il giudice è tenuto a calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascun reato satellite; nel caso concreto la Corte di Cassazione ha ritenuto comunque che la ripartizione uguale fosse logicamente desumibile dalla motivazione della Corte territoriale.

Massime di principio

  • Il giudice che determina la pena per reati in continuazione deve individuare il reato base e rendere comprensibile il calcolo dell'aumento di pena; secondo le Sezioni Unite tale aumento va calcolato e motivato distintamente per ciascun reato satellite.
  • Se in appello non vengono sollevate censure specifiche sulla congruità dei singoli aumenti, la Corte di Cassazione può rilevare che la questione è stata implicitamente rinunciata e valutare la sufficienza della motivazione resa dalla Corte territoriale.
  • In presenza di reati sostanzialmente omogenei, è plausibile (e legittimo se logicamente motivato) ripartire equamente l'aumento complessivo tra i reati satellite; tuttavia tale scelta deve risultare coerente e desumibile dalla motivazione.
  • La Corte d'appello ha potere-dovere di integrare e qualificare la motivazione del primo giudice in relazione ai motivi d'appello, chiarendo l'individuazione del reato base e la ripartizione degli aumenti quando ciò risponda alla logica e alla normativa applicabile.
  • Il rigetto del ricorso comporta normalmente la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

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