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Ordinanza

Ordinanza n. 327/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento, previa sospensione: del provvedimento del dirigente dello Sportello Unico per l’Immigrazione della Prefettura di Salerno in data -OMISSIS- con cui è stata disposta la revoca del nulla osta al lavoro subordinato concesso per il ricorrente in data-OMISSIS- nel procedimento flussi n. -OMISSIS-.

Giustizia amministrativa202601094

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del nulla osta al lavoro subordinato concesso nell'ambito della procedura flussi

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (prefettura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento previa sospensione, il provvedimento del dirigente dello Sportello Unico per l'Immigrazione della Prefettura di Salerno con cui è stato revocato il nulla osta al lavoro subordinato. Dalla motivazione dell'ordinanza emerge che il provvedimento aveva indicato analiticamente la documentazione mancante, non prodotta dal ricorrente in sede procedimentale, e che il rapporto di lavoro con il datore che aveva richiesto il nulla osta non si era mai instaurato. La domanda cautelare è stata valutata ai sensi dell'art. 55 c.p.a. sotto il profilo del fumus boni iuris.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare per difetto del fumus boni iuris. Il Collegio ha ritenuto di non doversi discostare dalla giurisprudenza del Consiglio di Stato secondo cui il permesso di soggiorno per attesa occupazione può essere rilasciato quando si interrompa un precedente rapporto di lavoro correttamente instaurato e cessato per causa non imputabile al lavoratore, ma non quando il contratto di lavoro non sia mai stato concluso o il rapporto non si sia mai instaurato, anche se la mancata instaurazione è dipesa da ragioni estranee alla volontà del lavoratore. Ha inoltre considerato decisivo che la documentazione indicata come carente nel provvedimento impugnato non fosse stata prodotta nel procedimento e che nessun rapporto di lavoro fosse sorto con il datore richiedente, senza rilevanza della specifica causa della mancata instaurazione. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la valutazione della domanda cautelare; il TAR ha escluso, nella fase cautelare, la sussistenza del fumus boni iuris necessario per concedere la sospensione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Sono richiamati, unitamente all'art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Nella fase cautelare, la sospensione di un provvedimento amministrativo può essere negata quando non emerga il fumus boni iuris, anche in presenza di allegazioni riferite a circostanze non imputabili al ricorrente.
  • Il permesso di soggiorno per attesa occupazione è collegato all'interruzione di un rapporto di lavoro previamente e correttamente instaurato, cessato per causa non imputabile al lavoratore; non è invece applicabile quando il rapporto di lavoro non si sia mai instaurato, indipendentemente dalla ragione della mancata instaurazione.
  • La documentazione carente analiticamente indicata nel provvedimento amministrativo, se non prodotta in sede procedimentale, può concorrere a escludere il fumus boni iuris della domanda cautelare contro il provvedimento che ne abbia rilevato l'assenza.

Come è indicizzato

MaterieEmersione, decreto flussi e nulla ostaPermesso di soggiornoTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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