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Sentenza

Sentenza n. 4212/2026 - Roma, Sezione 5Q

per la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle Amministrazioni intimate in ordine all'istanza del 31/10/2025, avente ad oggetto la richiesta di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 codice dei visti (Regolamento (CE) N. 810/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio); NONCHE' PER L'ACCERTAMENTO dell'obbligo delle Amministrazioni intimate di provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze; E PER LA CONDANNA delle stesse Amministrazioni intimate a provvedere in ordine alle menzionate istanze, secondo le rispettive competenze, entro un termine non superiore a trenta giorni, con richiesta di nomina di un Commissario ad acta ex art. 117, co. 3 c.p.a.

Giustizia amministrativa202513657

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V quaterSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato sull'istanza di fissazione di un appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso ai sensi dell'art. 117 c.p.a. per ottenere la dichiarazione di illegittimità del silenzio serbato dalle amministrazioni intimate sull'istanza del 31 ottobre 2025, diretta a ottenere un appuntamento per presentare la domanda di visto di ingresso per motivi di studio ai sensi dell'art. 9 del codice dei visti, nonché l'accertamento dell'obbligo di provvedere e la condanna a provvedere entro trenta giorni, con richiesta di nomina di un commissario ad acta ai sensi dell'art. 117, comma 3, c.p.a. Nel corso del giudizio, la competente sede diplomatica ha fissato l'appuntamento richiesto.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la fissazione dell'appuntamento ha comportato l'attivazione del procedimento per il rilascio del visto e ha soddisfatto la pretesa azionata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 34, comma 5, e 117 c.p.a. Le spese di lite sono state compensate, poiché il tempo intercorso tra la richiesta e la notificazione del ricorso non era particolarmente esteso e l'amministrazione aveva provveduto in tempi ritenuti ragionevoli. L'amministrazione è stata tuttavia condannata a restituire al ricorrente il contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 117 c.p.a.

    La disposizione è stata utilizzata quale base processuale per il ricorso avverso il silenzio e per valutare il soddisfacimento della pretesa a seguito dell'attivazione del procedimento.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Il sopravvenuto soddisfacimento della pretesa azionata giustifica la declaratoria di cessazione della materia del contendere.

  • art. 9 Regolamento (CE) n. 810/2009

    La norma è richiamata quale base della richiesta di appuntamento per la presentazione della domanda di visto per motivi di studio.

  • art. 60 c.p.a.

    La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata, previo avviso alle parti.

Massime di principio

  • Nel giudizio avverso il silenzio, la fissazione dell'appuntamento necessario per presentare una domanda amministrativa può integrare il soddisfacimento della pretesa azionata e comportare la cessazione della materia del contendere, anche se il procedimento sostanziale non è ancora concluso.
  • Quando, nel corso del giudizio ex art. 117 c.p.a., l'amministrazione attiva il procedimento richiesto e viene così meno l'utilità della pronuncia sull'obbligo di provvedere, il giudice dichiara la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
  • La compensazione delle spese può essere disposta quando l'amministrazione provvede in tempi ragionevoli e il ricorso è stato notificato dopo un intervallo temporale non particolarmente esteso dalla presentazione dell'istanza; resta possibile porre a carico dell'amministrazione la restituzione del contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieProtezione internazionale e specialeEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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