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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12921/2025 del 03/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso è stato proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 24/06/2024. L'unico motivo deduceva violazione di legge in relazione all'art. 628 c.p., lamentando la mancata applicazione della nuova attenuante della lieve entità del fatto, introdotta dalla sentenza n. 86 del 2024 della Corte costituzionale ed estesa anche alla rapina. La difesa sosteneva che la Corte di cassazione dovesse applicare la diminuzione di pena alla fattispecie concreta.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il motivo manifestamente infondato. Ha affermato che, quando la questione della lieve entità sia dedotta in cassazione dopo una pronuncia costituzionale sopravvenuta, il giudice di legittimità può verificare direttamente se gli elementi di fatto già accertati integrino o meno la fattispecie attenuata, senza rinvio, se non servono ulteriori accertamenti. Nel caso concreto, però, la rapina accertata dai giudici di merito era pluriaggravata: commessa da più persone riunite, in luogo isolato e di notte, con uso di una bottiglia di vetro rotta/arma impropria. Tali circostanze escludevano in modo netto la riconducibilità del fatto al paradigma della lieve entità. Il ricorso è stato quindi dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 628 c.p.

    La Corte richiama la declaratoria di illegittimità costituzionale nella parte in cui non prevede una diminuzione di pena per il fatto di lieve entità, estendendo la verifica anche alla rapina propria quando ricorrano i relativi indici di minima offensività.

  • art. 620, comma 1, lett. l), c.p.p.

    La Corte afferma che può valutare direttamente la sussistenza della lieve entità e, se gli elementi di fatto già acquisiti la escludono, decidere senza annullamento con rinvio per ragioni di economia processuale e ragionevole durata del processo.

  • sentenza Corte costituzionale n. 86 del 2024

    Ha dichiarato l'illegittimità costituzionale dell'art. 628, secondo comma, c.p., nella parte in cui non prevede la diminuzione di pena per il fatto di lieve entità, estendendo la tutela anche alla rapina propria.

  • sentenza Corte costituzionale n. 120 del 2023

    È richiamata come precedente nel percorso argomentativo che ha portato all'estensione dell'attenuante di lieve entità.

  • art. 624-bis?

    null

Massime di principio

  • Quando sopravviene in cassazione una declaratoria di illegittimità costituzionale che introduce una fattispecie attenuata, il giudice di legittimità può verificare direttamente, sulla base degli accertamenti di merito già compiuti, se la concreta vicenda vi rientri, senza rinvio, se non occorrono ulteriori accertamenti di fatto.
  • La lieve entità nella rapina richiede una offensività davvero minima, desumibile da natura, specie, mezzi, modalità e circostanze dell'azione, nonché dalla particolare tenuità del danno o del pericolo.
  • La presenza di aggravanti connesse alla pluralità dei concorrenti, al luogo isolato, all'orario notturno e all'uso di un'arma impropria è incompatibile, in linea generale, con il riconoscimento della lieve entità del fatto.
  • Il ricorso in cassazione è inammissibile quando la doglianza sulla lieve entità è smentita in modo evidente dalle circostanze di fatto già accertate dai giudici di merito, senza necessità di nuove verifiche probatorie.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniRapina
RamiProcesso penaleDelitti contro il patrimonio

Testo integrale

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