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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19858/2022 del 20/06/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (consorzio di bonifica)

La controversia

La controversia riguarda la debenza dei sovracanoni idroelettrici previsti dall'art. 1, comma 137, della legge n. 228/2012. Un consorzio di bonifica aveva chiesto accertarsi che non fossero dovute le somme pretese dal consorzio BIM a tale titolo, con riferimento a specifici impianti idroelettrici. Il Tribunale regionale aveva respinto la domanda, mentre il Tribunale superiore delle acque pubbliche, in parziale riforma, aveva escluso l'obbligo di pagamento limitatamente agli impianti situati nei Comuni di Cornuda, Caerano San Marco, Montebelluna e Castelfranco Veneto, ritenendo che il presupposto del sovracanone fosse la localizzazione delle opere di presa nel territorio del bacino imbrifero montano, e non la mera circostanza che il canale di derivazione o altra parte dell'impianto fosse collegata a un'opera collocata nell'area BIM. Il ricorrente principale ha dedotto: 1) omesso esame e violazione dell'art. 115 c.p.c., per avere il giudice d'appello ritenuto non contestata la collocazione delle opere di presa fuori dal territorio BIM; 2) nullità della sentenza per violazione degli artt. 112 c.p.c. e 2697 c.c., per avere il TSAP introdotto d'ufficio un fatto non allegato dalle parti, ossia l'esistenza di una nuova e autonoma opera di presa per ciascuna centrale; 3) violazione dell'art. 1, comma 137, l. n. 228/2012, per avere il TSAP interpretato erroneamente la nozione di "opera di presa". Il resistente ha proposto controricorso con ricorso incidentale, articolato su due motivi di legittimità costituzionale e di contrasto con il diritto UE, sostenendo l'illegittimità del sistema normativo che impone il sovracanone BIM.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso principale, ritenendo corretta l'interpretazione data dal TSAP: ai fini del sovracanone idroelettrico rileva la localizzazione delle opere di presa dell'impianto, cioè della parte che effettua la captazione dell'acqua, e non la diversa ubicazione di un canale di derivazione o di manufatti a valle. Poiché nel caso concreto le opere di presa erano incontestatamente collocate fuori dal territorio dei comuni compresi nel BIM interessato, è stata confermata l'insussistenza dell'obbligo di pagamento per quegli impianti. Conseguentemente la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale per sopravvenuto difetto di interesse, essendo rimasta ferma la statuizione favorevole alla parte resistente derivante dall'accoglimento nel merito del suo appello. Le spese di legittimità sono state compensate per reciproca soccombenza, con applicazione del raddoppio del contributo unificato ove dovuto.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 137, L. 24 dicembre 2012, n. 228

    "le opere di presa ricadano in tutto o in parte nei territori dei comuni compresi in un bacino imbrifero montano già delimitato"

    Il presupposto per l'applicazione del sovracanone è la localizzazione dell'opera di presa nel territorio dei comuni compresi nel bacino imbrifero montano; non rileva la diversa ubicazione di opere o manufatti a valle o del canale di derivazione.

  • art. 1, L. 27 dicembre 1953, n. 959

    "le opere di presa fossero situate, in tutto o in parte, nell'ambito del perimetro imbrifero montano"

    La disposizione storica conferma che l'obbligo di corrispondere il sovracanone dipende dalla collocazione territoriale dell'opera di presa.

  • art. 47 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    Richiamato come esempio di disciplina che considera le opere di presa ai fini del couso tra utenze preesistenti.

  • art. 52 r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    Richiamato per mostrare un uso normativo coerente della nozione di opere di presa nel sistema delle acque.

  • art. 1049 c.c.

    Richiamato come conferma della nozione tecnica di opere di presa e derivazione.

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato dal ricorrente come parametro violato per asserita introduzione d'ufficio di un fatto non allegato.

  • art. 115 c.p.c.

    Invocato dal ricorrente per censurare la ritenuta non contestazione di un fatto decisivo.

  • art. 2697 c.c.

    Invocato dal ricorrente per lamentare l'alterazione dell'onere di allegazione/prova.

  • art. 360, comma 1, n. 3 c.p.c.

    Usato come motivo di ricorso per violazione di legge sostanziale.

  • art. 360, comma 1, n. 4 c.p.c.

    Usato come motivo di ricorso per nullità della sentenza e violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato.

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Usato come motivo di ricorso per omesso esame di un fatto decisivo.

  • art. 3 Cost.

    Richiamato nel ricorso incidentale per contestare la legittimità costituzionale della disciplina del sovracanone.

  • art. 41 Cost.

    Richiamato nel ricorso incidentale per asserita compressione dell'iniziativa economica e violazione della concorrenza.

  • art. 53 Cost.

    Richiamato nel ricorso incidentale in relazione alla capacità contributiva e alla pretesa tributaria.

  • artt. 101 e ss. TFUE

    Richiamati nel ricorso incidentale per dedotto contrasto con la disciplina europea della concorrenza.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    Richiamato nel dispositivo per il raddoppio del contributo unificato, se dovuto.

Massime di principio

  • Ai fini del sovracanone idroelettrico disciplinato dall'art. 1, comma 137, L. n. 228/2012, il criterio decisivo è la localizzazione territoriale dell'opera di presa che effettua la captazione dell'acqua, non la collocazione di opere diverse o di segmenti dell'impianto situati a valle.
  • La nozione di "opera di presa" va intesa in senso tecnico-funzionale come prima parte dell'impianto idroelettrico destinata al prelievo dell'acqua dal suo ambiente naturale; non può essere estesa arbitrariamente a manufatti non corrispondenti a tale funzione.
  • L'interpretazione della disciplina speciale sui sovracanoni deve restare aderente alla lettera e alla ratio solidaristica della norma, senza letture estensive che alterino il presupposto territoriale dell'obbligo tributario.
  • Quando il giudice di merito decide in coerenza con il diritto vivente già formatosi su una questione identica o sovrapponibile, le censure che mirano soltanto a riproporre una diversa ricostruzione della nozione legale sono infondate.
  • Il ricorso incidentale che solleva questioni di legittimità costituzionale o di compatibilità eurounitaria diviene inammissibile per difetto sopravvenuto di interesse se il rigetto del ricorso principale lascia ferma la statuizione favorevole che rende irrilevanti tali questioni.

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