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Cassazione Civile, Ordinanza n. 36565/2023 del 30/12/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (poste)

La controversia

La titolare di un buono postale fruttifero acquistato nel 1985 ha chiesto l’accertamento della corretta misura degli interessi spettanti e la condanna della società emittente al pagamento delle somme ancora dovute. In primo e secondo grado la domanda è stata rigettata. In cassazione ha denunciato violazione e/o falsa applicazione dell’art. 173 del d.P.R. n. 156/1973, come modificato dalla L. n. 588/1974, e dell’art. 5 del d.m. 16 giugno 1984, sostenendo che la Corte territoriale avrebbe dovuto dare prevalenza alle indicazioni sugli interessi riportate sul titolo rispetto a quelle del decreto ministeriale istitutivo della serie, richiamando una pretesa divergenza rispetto alla giurisprudenza di legittimità.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondato il ricorso. Ha affermato che la disciplina dell’art. 173 del d.P.R. n. 156/1973, come novellato, ha natura cogente e si integra ex art. 1339 c.c. nel rapporto, sicché il contrasto tra le condizioni stampate sul buono e quelle fissate dal decreto ministeriale va risolto dando prevalenza a queste ultime. Ha inoltre richiamato l’orientamento più recente secondo cui, in caso di testo del titolo incompleto o ambiguo, opera un’integrazione suppletiva con i tassi previsti dal decreto ministeriale. Ne è conseguito il rigetto del ricorso e la compensazione integrale delle spese di legittimità; è stato altresì dato atto dei presupposti per l’ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 173 d.P.R. 156/1973

    come novellato dall’art. 1 del decreto-legge n. 460 del 1974, convertito in legge n. 588 del 1974

    La disciplina ha natura cogente e, nei limiti previsti, può imporre variazioni del tasso di interesse anche in peius, prevalendo sulle pattuizioni o indicazioni difformi riportate sul titolo.

  • art. 1339 c.c.

    Le previsioni normative inderogabili si inseriscono automaticamente nel rapporto, sostituendo le clausole negoziali incompatibili.

  • d.m. 13 giugno 1986

    decreto del Ministro del Tesoro, di concerto con quello delle Poste e Telecomunicazioni

    Per la serie considerata, i tassi fissati dal decreto ministeriale prevalgono sulle indicazioni incompatibili apposte sul buono.

  • art. 375 c.p.c.

    Base processuale per la trattazione in camera di consiglio.

  • art. 380 bis.1 c.p.c.

    Base processuale per la decisione in camera di consiglio e per il deposito di memorie.

  • art. 13, comma 1 quater, D.P.R. 115/2002

    In caso di rigetto dell’impugnazione, sussistono i presupposti per l’ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • In materia di buoni postali fruttiferi, quando la disciplina legale e il decreto ministeriale di emissione prevedono un tasso di rendimento difforme dalle indicazioni stampate sul titolo, prevale la disciplina cogente fissata dal decreto, quale integrazione automatica del rapporto.
  • L’interpretazione del buono postale non può arrestarsi a singole indicazioni del titolo, ma deve coordinare il testo complessivo; se la volontà negoziale risulta incompleta o ambigua sui rendimenti, opera un’integrazione suppletiva mediante i tassi previsti per la serie dal decreto richiamato dalla legge.
  • La presenza sul titolo di una tabella o di dati di rendimento non è decisiva se il sistema normativo applicabile attribuisce efficacia prevalente ai tassi stabiliti con fonte secondaria emessa in attuazione di una fonte legislativa abilitante.
  • Il consolidamento recente di un orientamento giurisprudenziale può giustificare la compensazione integrale delle spese di legittimità quando la controversia abbia risentito in precedenza di interpretazioni contrastanti.

Come è indicizzato

MaterieCompravendita
RamiContratti
IstitutiBuona fede e correttezza

Testo integrale

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