Cassazione Penale, Sentenza n. 42146/2024 del 15/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha constatato l'illogicità del ripetuto diniego nonostante la consolidata fruizione senza problemi di numerosi permessi premio e il positivo andamento del trattamento, e ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Roma.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente ha chiesto la detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 16-nonies L. 82/1991 sostenendo la fondatezza del beneficio in ragione della collaborazione con la giustizia, dell'assenza di collegamenti attuali con la criminalità organizzata, del ravvedimento e dei positivi esiti trattamentali (fruizione di permessi premio dal 2021, relazione favorevole del gruppo di osservazione e parere della DNA). Il Tribunale di Sorveglianza ha respinto la domanda ritenendo necessaria una ulteriore sperimentazione a causa della gravità dei reati commessi in passato.
Norme richiamate
art. 16-nonies L. 82/1991
La norma disciplina l'ammissione alla detenzione domiciliare speciale per collaboratori; il beneficio deve essere valutato considerando l'importanza della collaborazione, l'assenza di collegamenti con la criminalità organizzata e l'esistenza del ravvedimento. Tali elementi costituiscono presupposti oggettivi per l'accesso alla misura
Cass. Sez. I, sent. n. 18022 del 24/04/2007 (rv 237365)
Cass. Sez. I n. 18022/2007, rv 237365
Definizione giurisprudenziale di ravvedimento: va valutato attraverso atteggiamenti e comportamenti concreti manifestati durante l'esecuzione della pena; si richiede un giudizio prognostico di elevata probabilità, vicino alla certezza, sul venir meno della pericolosità sociale; si privilegiano parametri oggettivi (es. condotte durante la detenzione, fruizione di permessi, percorso trattamentale) rispetto a valutazioni psicologiche speculative
Decisione precedente della stessa Sezione (sent. n.21515 del 2023)
La precedente decisione aveva ritenuto legittima la necessità di ulteriore sperimentazione quando l'ammissione ai permessi premio era recente; tuttavia la Corte osserva che, con il decorso del tempo e l'ampia fruizione senza problemi, quello stesso motivo non può essere automaticamente riproposto senza adeguata rinnovata motivazione
Massime di principio
- Il ravvedimento va accertato prevalentemente attraverso indicatori oggettivi (condotte durante la detenzione, permessi premio, relazione trattamentale) e non attraverso indagini psicologiche speculative
- Una precedente negativa valutazione basata sulla recente fruizione di permessi può perdere efficacia se successivamente il detenuto sperimenta per un periodo prolungato e senza inconvenienti tali permessi; il giudice deve valutare il cambiamento fattuale
- La gravità dei reati commessi in passato non può da sola prevalere se emergono elementi concreti e consolidati di riabilitazione che rendono ragionevole un giudizio prognostico favorevole
- Il diniego di benefici come la detenzione domiciliare richiede motivazione logica e specifica rispetto ai fattori oggettivi prodotti dall'interessato; mancanze argomentative possono determinare annullamento e rinvio
- Per i collaboratori, la serietà della collaborazione e la durata positiva del trattamento sono indicatori di particolare rilievo nella valutazione del beneficio e devono essere integrati nel giudizio complessivo di meritevolezza
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