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Sentenza

Sentenza n. 249/2026 - Bologna, Sezione 1

per l'annullamento - del decreto del Questore della Provincia di Bologna, non numerato, emesso in data 23 settembre 2025 e notificato in data 5 novembre 2025, con cui è stata disposta la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo; - nonché di ogni altro atto presupposto, conseguente o comunque connesso, ancorché non conosciuto, ivi compresa la comunicazione di avvio del procedimento del 19 giugno 2025 (prot. n. -OMISSIS-) e il parere negativo in essa contenuto.

Giustizia amministrativa202600141

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto di revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (cittadino straniero)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, presente in Italia dal 1989 e titolare dal 2003 di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ha impugnato il decreto questorile di revoca del titolo, adottato dopo una condanna, sebbene non definitiva perché appellata, alla pena di due anni e otto mesi di reclusione per violenza sessuale ex art. 609-bis c.p. Ha dedotto la violazione e falsa applicazione dell'art. 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998, il difetto di istruttoria e di motivazione e la violazione del principio di innocenza; la mancata considerazione della durata ultratrentennale del soggiorno, della presenza della moglie e dei figli, dell'attività lavorativa e delle gravi condizioni di salute, anche ai sensi dell'art. 8 CEDU; l'inapplicabilità dell'art. 18, comma 4-bis, del d.lgs. n. 286/1998, in quanto il reato non sarebbe stato commesso in ambito domestico; la violazione dell'art. 19, comma 2, lettere c) e d-bis, del medesimo decreto legislativo, con riguardo all'espulsione; nonché l'eccesso di potere. La censura relativa all'espulsione è stata ritenuta inammissibile per difetto di giurisdizione del giudice amministrativo, essendo competente il giudice di pace, che aveva già sospeso l'espulsione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso solo parzialmente. Ha ritenuto legittima la revoca del permesso UE per soggiornanti di lungo periodo, rilevando che la Questura aveva adeguatamente motivato la valutazione di pericolosità sociale e la incompatibilità del titolo, avente natura premiale, con una condanna per un reato particolarmente grave incidente sulla libertà sessuale. Il provvedimento è stato quindi ritenuto conforme all'art. 9, comma 4, del d.lgs. n. 286/1998 e immune dai dedotti vizi di carenza dei presupposti e di motivazione. Tuttavia, l'Amministrazione non aveva esaminato la possibilità di rilasciare o mantenere un titolo ordinario a tempo determinato, omettendo l'esame previsto dall'art. 9, comma 9, del d.lgs. n. 286/1998. La lunga permanenza in Italia, l'assenza di precedenti rilievi negativi, il lavoro, i legami familiari e le condizioni di salute non impedivano la revoca del titolo di lungo periodo, ma imponevano una valutazione più ampia sulla possibilità di permanenza mediante un titolo temporaneo, idoneo a consentire il monitoraggio della condotta. Il TAR ha pertanto annullato l'atto impugnato nei limiti dell'omesso esame previsto dall'art. 9, comma 9, facendo salvi gli ulteriori provvedimenti dell'Amministrazione. La censura sull'espulsione è stata dichiarata inammissibile per difetto di giurisdizione. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 4, d.lgs. n. 286/1998

    La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere disposta quando, alla luce della condanna per un reato grave e della valutazione in concreto della pericolosità sociale, il titolo premiale non risulti più compatibile con la permanenza dello straniero.

  • art. 9, comma 9, d.lgs. n. 286/1998

    Anche dopo la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, l'Amministrazione deve esaminare la possibilità di consentire la permanenza dello straniero mediante un titolo ordinario a tempo determinato, valutando complessivamente la sua situazione personale e familiare.

  • art. 18, comma 4-bis, d.lgs. n. 286/1998

    Nei confronti dello straniero condannato, anche con sentenza non definitiva, compresa quella adottata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell'articolo 444 del codice di procedura penale, per uno dei delitti di cui al comma 1 del presente articolo, commessi in ambito di violenza domestica, possono essere disposte la revoca del permesso di soggiorno e l'espulsione ai sensi dell'articolo 13 del presente testo unico.

    La disposizione è stata invocata dal ricorrente per sostenere che il reato non fosse stato commesso in ambito domestico; il giudice, tuttavia, ha deciso la controversia sulla base dell'art. 9, commi 4 e 9, senza fondare su tale disposizione l'accoglimento.

  • art. 19, comma 2, lettere c) e d-bis, d.lgs. n. 286/1998

    Le questioni relative alla valutazione dei divieti di espulsione appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario competente sull'espulsione, non al giudice amministrativo chiamato a scrutinare la revoca del titolo di soggiorno.

  • art. 8 CEDU

    La durata del soggiorno, i legami familiari, il lavoro e le condizioni di salute sono elementi rilevanti nel bilanciamento concernente la possibilità di permanenza dello straniero, pur non impedendo automaticamente la revoca del titolo UE di lungo periodo.

  • art. 60 c.p.a.

    Ricorrendone i presupposti e sentite le parti, il giudizio è stato definito con sentenza in forma semplificata.

Massime di principio

  • La condanna per un reato particolarmente grave incidente sulla libertà personale e sessuale può giustificare, previa valutazione concreta della pericolosità sociale e adeguata motivazione, la revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, anche quando il titolo sia posseduto da lungo tempo.
  • La natura premiale del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo impone che il mantenimento del titolo sia verificato alla luce della permanenza dei presupposti e dell'assenza di una pericolosità sociale incompatibile con il titolo.
  • La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo non esonera l'Amministrazione dall'esaminare, ai sensi dell'art. 9, comma 9, del d.lgs. n. 286/1998, se lo straniero possa permanere in Italia con un titolo ordinario a tempo determinato.
  • La lunga durata del soggiorno, l'attività lavorativa, i legami familiari e le condizioni di salute non impediscono necessariamente la revoca del titolo di lungo periodo, ma devono essere adeguatamente valutati ai fini della possibilità di permanenza con un diverso titolo e del bilanciamento tra pericolosità sociale e vita privata e familiare.
  • La legittimità della revoca del titolo di soggiorno e le questioni relative all'espulsione sono oggetto di autonome valutazioni; le controversie sull'espulsione spettano alla giurisdizione del giudice ordinario competente, anche quando siano dedotti legami familiari o condizioni di salute.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEspulsione e allontanamentoGiurisdizione e riparto
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiRiparto di giurisdizioneDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazionePonderazione degli interessi e interesse pubblico

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