Sentenza n. 467/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento del diniego n. 180 del 17/10/16 con cui il Comune di Sabaudia ha respinto la domanda di sanatoria edilizia presentata il 12/03/04 con prot. n. 5840 fascicolo n. 59.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di sanatoria edilizia n. 180 del 17 ottobre 2016, relativo alla domanda presentata il 12 marzo 2004
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietaria o richiedente sanatoria)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego con cui il Comune di Sabaudia aveva respinto la domanda di sanatoria edilizia. Nel corso del giudizio, il Comune ha adottato un provvedimento di annullamento in autotutela dell'atto impugnato, formalmente qualificato come revoca ma sostanzialmente riconducibile all'annullamento d'ufficio ai sensi dell'art. 21-nonies l. n. 241/1990, in ragione delle ragioni e degli effetti prodotti.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l'annullamento in autotutela del diniego impugnato fosse pienamente satisfattivo dell'interesse della ricorrente. Il giudice ha qualificato il provvedimento comunale come annullamento d'ufficio, nonostante l'utilizzo improprio del termine "revoca", poiché la qualificazione giuridica dipende dal contenuto, dalle ragioni e dagli effetti dell'atto. Le spese di lite sono state dichiarate irripetibili, ravvisandosi giusti motivi connessi all'evoluzione procedimentale della vicenda e al repentino annullamento in autotutela dell'atto impugnato.
Norme richiamate
art. 21-nonies l. 241/1990
Il provvedimento comunale successivo, benché denominato revoca, è stato sostanzialmente qualificato come annullamento d'ufficio in autotutela, in ragione delle ragioni e degli effetti dell'atto.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nel provvedimento in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere deve essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione elimina o annulla l'atto impugnato in modo pienamente satisfattivo dell'interesse sostanziale del ricorrente.
- La qualificazione formale attribuita dall'amministrazione a un provvedimento non è decisiva: l'atto denominato "revoca" può essere qualificato come annullamento d'ufficio quando le sue ragioni e i suoi effetti corrispondono a quelli dell'autotutela demolitoria.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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