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Sentenza

Sentenza n. 825/2026 - Ancona, Sezione 2

per l'annullamento del provvedimento prot. -OMISSIS- del 04/05/2023, notificato in pari data, a mezzo del quale il Questore della Provincia di Macerata ha revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, rilasciato al ricorrente in data 22/09/2005, nonché di ogni ulteriore atto prodromico, connesso e consequenziale, comunque finalizzato, all'adozione dei provvedimenti impugnati, anche di estremi e contenuto ignoti, laddove lesivi degli interessi del ricorrente

Giustizia amministrativa202300301

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (questura)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente, entrato in Italia da minorenne e stabilmente radicato da oltre vent'anni, con famiglia e tre figli minori, di cui uno affetto da grave patologia, ha impugnato la revoca del permesso di soggiorno UE disposta dal Questore in ragione di una condanna definitiva per violazione della normativa sugli stupefacenti, di una condanna di primo grado per tentato omicidio, di numerosi procedimenti penali e precedenti di polizia, nonché della sottoposizione a custodia cautelare in carcere e a misure di prevenzione. Con il primo motivo ha dedotto la violazione degli artt. 7 e 10-bis l. 241/1990, del principio di partecipazione, il difetto di motivazione e la mancata considerazione delle osservazioni presentate, lamentando inoltre l'introduzione nel provvedimento finale di ragioni ulteriori rispetto al preavviso di rigetto. Con il secondo motivo ha dedotto la violazione dell'art. 9, commi 4 e 7, d.lgs. 286/1998, il difetto di motivazione sul bilanciamento tra ordine e sicurezza pubblica e vita familiare, nonché eccesso di potere per ingiustizia manifesta e sproporzionalità, assumendo che la Questura non avesse adeguatamente valutato il radicamento territoriale, la situazione familiare, la patologia del figlio, la risalenza della condanna e gli esiti favorevoli di alcuni procedimenti penali.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso, esaminando congiuntamente i due motivi. Ha ritenuto adeguata ed estremamente articolata la motivazione del provvedimento, anche con riferimento alle osservazioni formulate dal ricorrente, precisando che l'obbligo derivante dal preavviso di rigetto non impone una confutazione analitica di ogni deduzione dell'interessato. La Questura aveva considerato il radicamento in Italia, la lunga permanenza, la presenza della famiglia e la grave patologia di uno dei figli, effettuando il necessario bilanciamento con la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica. Tali elementi familiari non costituiscono una garanzia assoluta contro la revoca del titolo quando emergano condotte penalmente rilevanti di particolare gravità e plurimi indici di pericolosità sociale. Il giudizio di legittimità deve essere compiuto con riferimento alla situazione esistente e conosciuta dall'amministrazione al momento dell'adozione dell'atto, secondo il principio tempus regit actum; pertanto, le assoluzioni e gli altri esiti favorevoli intervenuti dopo la revoca non incidono sulla legittimità originaria, mentre gli elementi favorevoli già esistenti non sono stati ritenuti decisivi alla luce delle condanne e delle misure cautelari e di prevenzione allora presenti. Il TAR ha inoltre escluso la violazione dell'art. 10-bis l. 241/1990: il provvedimento finale può precisare o integrare gli elementi già ricompresi nello schema sostanziale prospettato nel preavviso, senza necessità di una perfetta identità o corrispondenza analitica tra preavviso e decisione finale. Ha infine precisato che le sopravvenienze favorevoli e la condotta successiva potranno essere valutate dall'amministrazione per future determinazioni. Spese compensate.

Norme richiamate

  • artt. 7 e 10-bis l. 241/1990

    La partecipazione procedimentale non richiede che il provvedimento finale confuti analiticamente ogni osservazione; il provvedimento può precisare nel dettaglio le ragioni già riconducibili allo schema sostanziale del preavviso, senza necessità di identità puntuale tra preavviso e decisione finale.

  • art. 9, commi 4, 7 e 9, d.lgs. 286/1998

    Allo straniero, cui sia stato revocato il permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo e nei cui confronti non debba essere disposta l'espulsione è rilasciato un permesso di soggiorno per altro tipo

    La pericolosità per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato può giustificare la revoca del permesso UE di lungo periodo; in assenza dei presupposti per l'espulsione, deve essere rilasciato un diverso titolo di soggiorno.

  • art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998

    Si tiene anche conto della natura e della effettività dei vincoli familiari dell'interessato o dell'esistenza di legami familiari e sociali con il suo Paese di origine, nonché per lo straniero già presente sul territorio nazionale, anche della durata del suo soggiorno nel medesimo territorio nazionale

    La revoca richiede il bilanciamento tra ordine e sicurezza pubblica e vincoli familiari, legami sociali e durata della permanenza in Italia; tale bilanciamento è adeguatamente assolto quando il provvedimento considera espressamente tali elementi e ne spiega la prevalenza recessiva rispetto alla gravità e alla reiterazione delle condotte.

  • art. 1, comma 3, d.lgs. 159/2011

    L'appartenenza alle categorie di soggetti pericolosi indicate dalla normativa antimafia costituisce uno degli elementi valutabili ai fini del giudizio di pericolosità sociale dello straniero.

  • principio tempus regit actum

    La legittimità della revoca deve essere valutata in base alla situazione di fatto e agli elementi formalmente rappresentati o conosciuti dall'amministrazione al momento dell'adozione dell'atto; le sopravvenienze successive non incidono sulla validità originaria.

Massime di principio

  • La revoca del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo può essere disposta quando, sulla base di condanne, procedimenti, misure cautelari e misure di prevenzione, l'amministrazione motivi concretamente la pericolosità dello straniero per l'ordine pubblico o la sicurezza dello Stato; la valutazione non è limitata alla sola condanna definitiva, ma riguarda la condotta complessiva e il rischio di reiterazione.
  • Nella revoca o nel diniego di un titolo di soggiorno, l'amministrazione deve effettuare il bilanciamento previsto dall'art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998 considerando natura ed effettività dei vincoli familiari, legami sociali, durata della permanenza in Italia e, ove rappresentata, la situazione di salute dei familiari. Tuttavia, tali elementi non costituiscono una garanzia assoluta contro la revoca e possono risultare recessivi rispetto a condotte criminali di particolare gravità e allarme sociale.
  • Il preavviso di rigetto non deve contenere una preventiva e analitica esposizione di ogni elemento motivazionale della futura decisione, né il provvedimento finale deve coincidere puntualmente con esso; è sufficiente che le ulteriori precisazioni restino inscritte nello schema sostanziale della ragione ostativa comunicata all'interessato.
  • La legittimità della revoca del titolo di soggiorno deve essere verificata secondo il principio tempus regit actum, con riferimento agli elementi esistenti e conosciuti dall'amministrazione al momento dell'adozione. Assoluzioni, archiviazioni o altri esiti favorevoli sopravvenuti possono essere valutati per future determinazioni, ma non travolgono retroattivamente la legittimità dell'atto.
  • Quando il permesso UE di lungo periodo sia revocato e non ricorrano i presupposti per l'espulsione, l'amministrazione deve rilasciare allo straniero un permesso di soggiorno di altro tipo, secondo la disciplina applicabile e tenendo conto della sua situazione personale e familiare.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoPartecipazione al procedimento
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcedimento amministrativo
SottomaterieDiniego e revoca per precedenti penaliLegami familiari e radicamento
IstitutiPartecipazione procedimentaleDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezzaPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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