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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36886/2025 del 12/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del 06/12/2017 che, in funzione di giudice di rinvio, aveva rideterminato la pena per il reato di detenzione ai fini di cessione di 41,3 kg lordi di hashish. Il ricorso deduceva principalmente la nullità per omessa/irregolare notifica del decreto di citazione a giudizio per il secondo processo di appello (la vocatio in ius era stata notificata al difensore d'ufficio precedente e presso il suo studio, non al difensore di fiducia nominato e depositato in atti, né effettivamente conosciuta dall'imputato, considerato irreperibile) e, secondariamente, vizio di motivazione nella dosimetria della pena per discostamento dal minimo edittale pur sulla base di argomentazioni già utilizzate dal primo giudice.

La decisione

Il ricorso è stato accolto nel primo motivo. La Corte ha rilevato che la notifica del decreto di citazione per l'appello bis è stata effettuata a soggetto estraneo al processo (difensore d'ufficio ormai sostituito) e quindi è stata priva di base legale e inidonea a garantire la conoscenza effettiva dell'atto. Tale vizio configura nullità assoluta e insanabile degli atti e della sentenza ai sensi dell'art. 179 cod. proc. pen. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello competente per il nuovo giudizio. Le doglianze relative alla quantificazione della pena sono state assorbite.

Norme richiamate

  • art. 161 cod. proc. pen., comma 4

    La norma consente, in caso di irreperibilità dell'imputato, la notificazione presso lo studio del difensore; tuttavia la Corte ha interpretato che questa facoltà non può essere esercitata nei confronti di un difensore che non sia il difensore di fiducia risultante negli atti: la notificazione sostitutiva a soggetto estraneo è priva di base legale e non assicura la conoscenza effettiva dell'atto.

  • art. 179 cod. proc. pen.

    La Corte ha richiamato l'art. 179 per affermare che la mancanza di conoscenza effettiva dell'atto introduttivo del giudizio determina nullità assoluta ed insanabile degli atti e della sentenza conclusiva.

  • art. 184 cod. proc. pen.

    Richiamata in contrapposizione, la norma contempla la sanatoria delle nullità derivanti da violazioni formali delle modalità di esecuzione della notificazione; la Corte distingue i casi in cui la violazione è sanabile (quando l'atto abbia comunque assicurato la conoscenza) da quelli in cui la conoscenza è preclusa e la nullità è assoluta.

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Richiamata in riferimento alla revoca del giudicato disposta in precedenza dalla Corte d'appello per vizio di notifica dell'estratto contumaciale: la norma permette la revoca del giudicato per vizi tali da precludere la conoscenza e la partecipazione della parte.

  • art. 627 cod. proc. pen.

    Citata in relazione alla funzione della Corte d'appello come giudice di rinvio: la Corte ha agito nella veste prevista per i giudizi di rinvio dopo annullamento in Cassazione.

Massime di principio

  • La notificazione della vocatio in ius deve assicurare la conoscenza effettiva dell'atto introduttivo: la mera consegna a persona diversa dall'imputato o dal difensore di fiducia può integrare nullità assoluta.
  • Quando il difensore di fiducia è nominato e depositato in atti, le notifiche rilevanti devono essere effettuate verso quel difensore; la notificazione al difensore d'ufficio precedente non sostituisce automaticamente quella al difensore di fiducia.
  • Occorre distinguere tra vizi nella forma della notificazione sanabili (art. 184) e vizi che precludono la conoscenza effettiva, che determinano nullità assoluta ai sensi dell'art. 179.
  • La nullità assoluta degli atti processuali comporta l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata e la trasmissione degli atti al giudice competente per il nuovo giudizio, quando venga accertata l'insanabilità del vizio.
  • In fase di controllo di legittimità la Corte può esaminare il carteggio processuale per verificare vizi procedurali e l'effettiva conoscenza degli atti da parte dell'imputato e del suo difensore.
  • In situazioni di irreperibilità dell'imputato è necessario verificare scrupolosamente la base legale della notificazione 'sostitutiva' e se questa sia idonea a garantire il contraddittorio; in difetto, la decisione che proceda senza la presenza/consapevolezza della parte è a rischio di annullamento.

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