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Sentenza

Sentenza n. 5862/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202406434

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Piemonte che aveva annullato il diniego prefettizio di nomina a guardia particolare giurata e di rilascio della relativa licenza di porto di pistola

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (richiedente licenza)

Prevale il privato

La controversia

La Prefettura di Torino aveva negato il rilascio del decreto di nomina a guardia particolare giurata e della relativa licenza di porto di pistola, ritenendo insussistente il requisito della buona condotta in ragione di pregresse frequentazioni con persone gravate da precedenti penali e del rapporto di parentela con il padre, anch’egli gravato da precedenti, pur non convivente con la richiedente. Il TAR aveva accolto il ricorso per carenza di istruttoria e di motivazione, rilevando che le frequentazioni risultavano occasionali e collegate ad attività lavorativa e che il mero rapporto di parentela con un soggetto pregiudicato non dimostrava, di per sé, l’inaffidabilità o il rischio di abuso delle armi. Il Ministero dell’Interno e l’UTG di Torino hanno appellato la sentenza deducendo violazione e falsa applicazione degli artt. 111, 138 e 43, comma 2, TULPS, sostenendo che gli accertamenti svolti da due Forze di polizia avevano evidenziato plurime occasioni di accompagnamento con soggetti gravati da precedenti per reati gravi. Hanno inoltre dedotto eccesso di potere e carenza di motivazione, affermando che il giudizio dell’autorità di pubblica sicurezza può fondarsi su elementi sintomatici di pericolosità, senza necessità di prove definitive di inaffidabilità, in considerazione delle funzioni di sicurezza sussidiaria svolte dalle guardie particolari giurate.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha riconosciuto che l’Amministrazione dispone di ampia discrezionalità nella materia delle armi e può valutare con particolare rigore ogni circostanza rilevante, ma ha precisato che tale potere deve essere esercitato nel rispetto della trasparenza, del legittimo affidamento e del divieto di irrazionalità manifesta, sulla base di un’istruttoria esaustiva e di una motivazione congrua e coerente. Nel caso concreto, la Prefettura non si era confrontata adeguatamente con le statuizioni del TAR: gli accompagnamenti con soggetti pregiudicati apparivano occasionali, essendo riferibili a colleghi di lavoro, e non integravano quindi necessariamente vere e proprie frequentazioni; inoltre, il rapporto di parentela con il padre pregiudicato, non convivente da lungo tempo, non era sufficiente a evidenziare un oggettivo pericolo di abuso delle armi. Il diniego risultava pertanto inadeguatamente motivato quanto alla sussistenza di circostanze ostative alla nomina e al rilascio della licenza. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 138 R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS)

    requisito della buona condotta richiesto per l’attribuzione della qualifica di guardia particolare giurata

    La mancanza del requisito di buona condotta deve essere accertata mediante un’istruttoria concreta e una motivazione adeguata; il mero accompagnarsi occasionalmente a soggetti pregiudicati o il rapporto di parentela con un soggetto pregiudicato non sono sufficienti, da soli, a dimostrarla.

  • art. 111 R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS)

    Richiamato dall’Amministrazione quale norma asseritamente violata, senza che il Consiglio di Stato ne faccia una specifica applicazione autonoma.

  • art. 43, comma 2, R.D. 18 giugno 1931, n. 773 (TULPS)

    Richiamato dall’Amministrazione in relazione alla discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza nella valutazione dell’affidabilità del richiedente e del rischio di abuso delle armi.

  • D.M. n. 154 del 2009

    compiti di “sicurezza sussidiaria”

    Richiamato nell’argomentazione dell’Amministrazione per sottolineare la rilevanza delle funzioni svolte dalle guardie particolari giurate; il richiamo non supera però l’obbligo di istruttoria esaustiva e motivazione congrua.

Massime di principio

  • Nella materia delle armi, l’ampia discrezionalità dell’autorità di pubblica sicurezza deve essere esercitata sulla base di un’istruttoria esaustiva e di una motivazione congrua, coerente e concretamente riferita agli elementi dai quali si desume l’inaffidabilità o il pericolo di abuso.
  • Il mero accompagnamento occasionale con persone gravate da precedenti penali, soprattutto quando riconducibile a rapporti lavorativi, non equivale automaticamente a una frequentazione significativa e non è di per sé sufficiente a escludere il requisito della buona condotta.
  • Il rapporto di parentela con una persona gravata da precedenti penali, in assenza di ulteriori elementi concreti e attuali, non dimostra automaticamente l’inaffidabilità del richiedente né un oggettivo pericolo di abuso delle armi; tale valutazione è tanto più necessaria quando il familiare non convive più con l’interessato da lungo tempo.
  • La discrezionalità amministrativa in materia di autorizzazioni di polizia non esonera l’Amministrazione dal confrontarsi con gli elementi concreti valorizzati dal giudice e dalle difese, né consente di sostituire una motivazione individualizzata con il mero richiamo a principi generali sulla pericolosità o sulle funzioni di sicurezza svolte dal richiedente.

Come è indicizzato

MaterieLicenze e autorizzazioni di poliziaMotivazione del provvedimento
RamiCommercio e attività produttiveProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di motivazioneDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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