Sentenza del 22/05/2018 n. 6132 - Comm. Trib. Prov. Catania
Studi di settore Avviso accertamento basato su utilizzo automatico studi di settore - Illegittimità
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il ricorrente ha contestato la legittimità dell’avviso di accertamento perché fondato sull’applicazione automatica degli studi di settore. Secondo la prospettazione accolta, gli studi di settore costituiscono strumenti statistici basati su medie e regole di esperienza riferite a campioni di contribuenti, ma non sono idonei, da soli, a rappresentare la concreta capacità contributiva del singolo soggetto. La varietà dei fattori economici e gestionali che incidono sui ricavi e sui compensi impedisce di considerare lo scostamento dagli standard come prova automatica dell’evasione.
La decisione
La pretesa fondata sul solo o automatico scostamento dagli studi di settore è stata ritenuta illegittima. Gli studi possono costituire un elemento presuntivo e uno strumento per avviare il contraddittorio, ma l’Amministrazione deve dimostrare, attraverso ulteriori elementi e il confronto con il contribuente, perché il risultato statistico sia concretamente riferibile alla sua situazione. Non è quindi sufficiente un’applicazione meccanica dello standard senza una valutazione individualizzata delle circostanze specifiche dell’attività.
Norme richiamate
Art. 62-bis del D.L. 30 agosto 1993
La disposizione disciplina l’elaborazione degli studi di settore come strumenti di ricostruzione presuntiva dei ricavi e dei compensi, ma non li rende una prova automatica e incontestabile della maggiore capacità contributiva.
Art. 62-sexies, comma 3, del D.L. 30 agosto 1993
La norma consente l’accertamento in presenza di gravi incongruenze tra ricavi o compensi dichiarati e quelli desumibili dagli studi di settore, purché l’accertamento sia adeguatamente motivato e riferito alla concreta posizione del contribuente.
Cassazione, sentenza n. 12631 del 19 maggio 2017
La giurisprudenza afferma che gli studi di settore hanno valore di presunzioni semplici e richiedono il contraddittorio con il contribuente; lo scostamento non può essere utilizzato in modo automatico, senza considerare le specificità dell’attività.
CTP Catania, sentenza n. 6175 del 4 maggio 2018
Pronuncia indicata come difforme, in quanto avrebbe riconosciuto maggiore rilevanza all’applicazione degli studi di settore rispetto all’impostazione secondo cui essi non possono fondare automaticamente l’accertamento.
Massime di principio
- Lo scostamento dagli studi di settore non dimostra automaticamente l’evasione: rappresenta soltanto un indizio o una presunzione semplice.
- L’Amministrazione finanziaria deve instaurare un contraddittorio effettivo e valutare le spiegazioni, la documentazione e le condizioni concrete dell’attività del contribuente.
- Un avviso fondato esclusivamente su un calcolo standardizzato, privo di ulteriori elementi individualizzanti e di adeguata motivazione, può essere contestato per illegittimità.
- Il contribuente deve allegare e documentare le circostanze che rendono non rappresentativo lo standard, come crisi del settore, ubicazione, dimensioni, stagionalità, eventi straordinari, struttura dei costi o particolari condizioni operative.
- Gli studi di settore possono legittimamente orientare l’attività di controllo, ma il risultato statistico deve essere adattato alla situazione concreta e non può sostituire l’accertamento individuale.
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