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Ordinanza

Ordinanza n. 1155/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202601958

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio-Roma che aveva respinto il ricorso contro il diniego di concessione della cittadinanza italiana

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

L’appellante ha impugnato la sentenza del TAR Lazio-Roma che aveva respinto la domanda di concessione della cittadinanza italiana. In sede cautelare ha dedotto, secondo la valutazione sommaria del Consiglio di Stato, profili di possibile violazione delle regole in materia di concessione della cittadinanza. Il diniego amministrativo risulta fondato unicamente su un risalente pregiudizio a carico del marito dell’istante; tale coniuge era stato successivamente riabilitato e aveva inoltre ottenuto, a sua volta, un decreto di concessione della cittadinanza italiana.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha ritenuto che i motivi d’appello presentassero prima facie profili di fondatezza, in particolare con riguardo alla legittimità del diniego fondato esclusivamente sul precedente a carico del marito, nelle more riabilitato e divenuto cittadino italiano. Ha tuttavia precisato che l’esame compiuto nella fase cautelare è sommario e che i motivi dovranno essere approfonditi nel giudizio di merito. Quanto al periculum in mora, il Collegio ha ritenuto adeguata tutela la fissazione ravvicinata dell’udienza di merito, ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a., senza disporre una sospensione espressa dell’atto o della sentenza. L’istanza cautelare è stata quindi accolta nei limiti della motivazione, con fissazione dell’udienza pubblica al 24 settembre 2026 e compensazione delle spese.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della decisione cautelare in appello.

  • art. 55, comma 10, c.p.a.

    Consente di tutelare le esigenze cautelari mediante la sollecita fissazione dell’udienza di merito, ritenuta nel caso concreto misura adeguata rispetto al periculum.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato per disporre l’oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi dell’appellante.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la presenza prima facie di profili di fondatezza dei motivi non comporta necessariamente la sospensione dell’atto impugnato, qualora le esigenze cautelari possano essere adeguatamente soddisfatte mediante la fissazione ravvicinata dell’udienza di merito ai sensi dell’art. 55, comma 10, c.p.a.
  • Un diniego di concessione della cittadinanza italiana fondato unicamente su un risalente pregiudizio a carico del coniuge dell’istante presenta profili di possibile illegittimità quando il coniuge sia stato successivamente riabilitato e abbia ottenuto la cittadinanza italiana; la rilevanza di tali circostanze deve essere compiutamente valutata nel merito.
  • La valutazione cautelare dei motivi d’appello è necessariamente sommaria e la rilevata fondatezza prima facie non anticipa in via definitiva l’esito del giudizio di merito.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTutela cautelare
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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