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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35396/2024 del 20/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di rigetto dell'istanza di riesame rispetto all'applicazione della misura degli arresti domiciliari per i delitti connessi al traffico di stupefacenti (art. 74 d.P.R. 8 ottobre 1990, n. 309) e per associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.). Il ricorrente deduceva: a) mancanza dell'elemento soggettivo dell'affectio societatis, essendosi limitato a funzioni di autista e di supporto logistico senza partecipare a compravendite o al ritiro di strumenti dell'organizzazione; b) travisamento della prova e carenza indiziaria; c) inutilizzabilità delle intercettazioni e degli elementi acquisiti tramite attività svolte in Belgio (captazioni e acquisizioni da autorità straniere) per mancanza di controllo di legittimità, di rituale acquisizione tramite ordini o.e.i. o rogatorie e per nullità dei decreti di convalida e proroga; d) insufficiente ostensione degli atti relativi ad agenti sotto copertura e mancanza di prova dell'autorizzazione dell'infiltrato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza e dell'affectio societatis, richiamando intercettazioni nelle quali il ricorrente era incaricato di reperire acquirenti, colloqui che dimostravano ruoli organizzativi e rapporti di fiducia, spostamenti e forniture di automezzi, presenza in luoghi e tempi rilevanti (es. Anversa in coincidenza con arrivo di cocaina) e la partecipazione a trasferte finalizzate al ritiro di un telefono criptato. Quanto alle acquisizioni transnazionali, la Corte ha ritenuto legittima l'attività svolta nell'ambito di squadre investigative comuni (JIT/SIC) e l'uso degli ordini europei di indagine ove ricorrano i presupposti indicati dalle Sezioni Unite (proporzionalità, disponibilità degli atti presso autorità estera, assenza di specifiche allegazioni di violazioni di diritti fondamentali). Pertanto gli argomenti relativi all'inutilizzabilità delle intercettazioni e alla nullità dei provvedimenti sono stati ritenuti infondati e l'istanza di annullamento è stata respinta; il ricorrente è stato condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    Applicato per ricondurre la condotta del ricorrente all'appartenenza a un'associazione di tipo mafioso; la Corte ha ritenuto che l'elemento soggettivo dell'affectio societatis emergesse dai gravi indizi raccolti (ruoli ricorrenti, rapporti di fiducia, compiti organizzativi e logistici)

  • art. 74 d.P.R. 8 ottobre 1990, n. 309

    Norma-tipo sui delitti in materia di stupefacenti utilizzata per qualificare le finalità del sodalizio e le condotte di importazione, trasporto e cessione di ingenti quantità di cocaina

  • art. 234-bis cod. proc. pen.

    Disciplina richiamata nel dibattito sull'acquisizione di dati informatici conservati all'estero; le Sezioni Unite e la Corte hanno chiarito che l'art. 234-bis non può essere automaticamente invocato per escludere l'utilizzabilità degli elementi acquisiti tramite cooperazione giudiziaria o JIT quando ricorrano i presupposti di ammissibilità

  • art. 270 cod. proc. pen.

    Richiamato in tema di circolarità della prova e della possibilità di acquisire atti già nella disponibilità di altra autorità giudiziaria senza ulteriore provvedimento autorizzatorio del giudice nazionale, nel rispetto dei limiti posti dalla direttiva e da principi di proporzionalità

  • art. 266 cod. proc. pen.

    Norma sulle intercettazioni: la Corte ha ritenuto che, per reati per i quali l'ordinamento consente intercettazioni, le acquisizioni effettuate nell'ambito di attività investigative comuni siano compatibili con il sistema delle intercettazioni

  • Direttiva 2014/41/UE, art. 6 par. 1 lett. b)

    Richiamata per giustificare l'ammissibilità di acquisizioni già in possesso dell'autorità giudiziaria estera; sostiene la circolarità della prova fra Stati membri ove ricorrano i presupposti

  • art. 132 d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato per distinguere l'acquisizione diretta di tabulati presso provider (che richiede specifiche garanzie) dall'acquisizione di elementi già in possesso di altro Stato membro tramite cooperazione

  • Sezioni Unite della Corte di Cassazione, n. 23756 e n. 23755 del 29/02/2024

    Giurisprudenza fondamentale che ha confermato la possibile utilizzabilità, in determinate condizioni, delle acquisizioni effettuate da autorità estere e degli ordini europei di indagine; ha inoltre posto l'onere sulla parte che eccepisce inutilizzabilità di fornire allegazioni e prove concrete di vizi o violazioni

  • Strumento processuale: Joint Investigation Team / Squadre investigative comuni (JIT/SIC)

    Riconosciuto come modalità di indagine transnazionale che consente alle autorità partecipanti di operare direttamente nei rispettivi territori e di condividere risultati investigativi, senza necessità di ricorrere sempre a forme rogatoriali tradizionali; la Corte ha ritenuto legittimo l'uso degli elementi acquisiti nel quadro di tali strutture

Massime di principio

  • Per contestare l'appartenenza a un'associazione mafiosa non basta allegare un ruolo logistico occasionale: il giudice valuta il compendio indiziario nel suo insieme (intercettazioni, frequenze di contatto, compiti ripetuti, disponibilità di mezzi, spostamenti e partecipazione ad atti rilevanti)
  • Le acquisizioni probatorie compiute tramite squadre investigative comuni (JIT/SIC) o da autorità straniere possono essere utilizzate in Italia se gli atti sono disponibili presso l'autorità estera, se è rispettata la proporzionalità e se non sono allegati e provati specifici vizi sostanziali o violazioni di diritti fondamentali
  • Chi deduce l'inutilizzabilità di intercettazioni o acquisizioni transnazionali ha l'onere di allegare elementi concreti e documentazione che dimostrino vizi procedurali o violazioni di diritti; in assenza di tali allegazioni specifiche, l'impugnazione è destinata a fallire
  • I motivi che invocano un 'travestimento' o un 'ruolo marginale' diventano spesso una rilettura soggettiva del materiale indiziario: in sede di legittimità il sindacato sulla valutazione complessiva degli indizi è molto limitato
  • L'impiego di agenti sotto copertura e la non ostensione completa degli atti possono essere censurati, ma la parte deve indicare e provare come l'operato dell'infiltrato abbia violato specifiche garanzie procedurali o costituzionali; mere omissioni di documentazione non bastano se il quadro indiziario complessivo è robusto

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