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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 00236/2026 del 05/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il difensore di Molon ha proposto ricorso articolando due motivi: (1) nullità della notificazione dell'avviso di fissazione dell'udienza del 10/01/2024 (richiamando artt. 127, 157, 161, 178 e segg. e 420-ter c.p.p.), sostenendo in particolare l'assenza di prova della ricezione della raccomandata informativa ai sensi dell'art. 157, comma 8; (2) violazione dell'art. 656 c.p.p. e omissione dell'indicazione del "fine pena" e del computo delle detrazioni previste dall'art. 54 della l. n. 354/1975 (ai sensi dell'art. 656, comma 10-bis), con la tesi che tale omissione avrebbe pregiudicato il diritto di difesa e sarebbe causa di nullità del provvedimento.

La decisione

Il ricorso è stato dichiarato inammissibile. Il motivo: l'ordinanza impugnata era favorevole al ricorrente (concessione dell'affidamento in prova per l'intero periodo di pena e imposizione di prescrizioni) e il ricorrente non ha dimostrato alcun interesse concreto alla sua riforma; non è stato evidenziato quale vantaggio concreto deriverebbe dall'annullamento. In quanto al primo motivo, è stato ritenuto manifestamente infondato: il verbale attesta la presenza di Molon all'udienza e l'assenza di lamento per conoscenza ritardata, sicché non si è verificata nullità produttiva di pregiudizio. Quanto all'omissione del computo delle detrazioni ex art. 54 l. n. 354/1975, la Corte ha ritenuto che tale omissione non sia automaticamente sanzionata con nullità e che il ricorrente non abbia indicato un pregiudizio specifico. Per questi motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma sui motivi di ricorso in Cassazione: utilizzata per formulare i motivi di impugnazione (vizi di procedimento e motivi di legittimità), senza però sufficiente collegamento a un interesse concreto del ricorrente.

  • art. 157 cod. proc. pen.

    Disciplina della notificazione degli atti: il vizio contestato era l'assenza di prova della ricezione della raccomandata informativa, ma la Corte ha ritenuto che la presenza dell'imputato in udienza e la mancata contestazione costituiscano elemento che esclude la nullità idonea a produrre pregiudizio.

  • artt. 127, 161, 178 e seguenti, 420-ter cod. proc. pen.

    Richiamati come norme rilevanti in materia di notificazioni e nullità processuali; il giudice ha valutato che eventuali vizi non hanno prodotto pregiudizio effettivo nel caso concreto.

  • art. 656 cod. proc. pen.

    Norma procedurale sull'esecuzione e su possibili vizi del provvedimento di esecuzione: l'omessa indicazione di taluni elementi non è stata ritenuta automaticamente causa di nullità se non è dimostrato un concreto pregiudizio.

  • art. 656 cod. proc. pen.

    Prevede l'indicazione del "fine pena" e delle detrazioni: la Corte ha osservato che l'omissione non comporta per sé nullità se non è provato un danno o un interesse pregiudicato.

  • art. 54 l. n. 354/1975

    Norma sulle detrazioni di pena per la durata della custodia cautelare o misure esecutive: la mancata indicazione del computo nel provvedimento di esecuzione è stata considerata non sanzionata automaticamente dalla nullità senza dimostrazione del pregiudizio.

  • art. 568 cod. proc. pen.

    Stabilisce il requisito dell'interesse all'impugnazione nei provvedimenti favorevoli: la Corte ha richiamato che chi impugna un provvedimento favorevole deve dimostrare l'interesse concreto (vantaggio derivante dall'accoglimento).

  • Sentenza della Corte di Cassazione, Sez. 3, n. 12515

    13/02/2025, Rv. 287806 - 01

    Giurisprudenza recente richiamata per affermare la necessità di individuare un vantaggio concreto in caso di annullamento per omessa osservanza di regole processuali sanzionate da nullità.

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 186

    Richiamata in relazione alla valutazione della colpa nella determinazione dell'onere di contribuire alla Cassa delle ammende; la Corte ha ritenuto non sussistente un'ipotesi di esclusione della colpa per il ricorrente.

Massime di principio

  • Un'impugnazione di un provvedimento favorevole alla parte che lo ha richiesto è ammissibile solo se il ricorrente dimostra un interesse concreto e attuale: occorre indicare quale vantaggio deriverebbe dall'annullamento.
  • Le censure sulla nullità della notificazione devono essere sorrette dalla prova del pregiudizio; la presenza dell'interessato all'udienza e la mancata immediata contestazione nel verbale possono escludere l'efficacia di una presunta nullità.
  • L'omissione nel provvedimento di esecuzione di elementi tecnici (es. computo delle detrazioni) non determina automaticamente nullità: è necessario dimostrare che l'omissione ha concretamente pregiudicato il diritto di difesa o l'efficacia della decisione.
  • Prima di impugnare un provvedimento favorevole, il difensore deve esplicitare i profili dispositivi che si intendono modificare e spiegare come l'accoglimento produrrebbe un vantaggio reale per il ricorrente.
  • In caso di dichiarazione di inammissibilità per carenza di interesse, il ricorrente può essere condannato alle spese processuali e ad una somma in favore della Cassa delle ammende salvo che non ricorra una causa di esclusione della colpa.

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