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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 49312/2023 del 12/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. avverso la sentenza della Corte di Cassazione del 21/12/2022 che aveva dichiarato inammissibile il ricorso di Pavarino contro la sentenza di patteggiamento del GIP del 4/7/2022. Il ricorrente deduceva un errore di fatto doppio: a) la Corte avrebbe ritenuto che la durata della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente) fosse motivata con riferimento alla "negligenza nella guida", mentre nella sentenza di patteggiamento non sarebbe presente tale riferimento; b) la Corte avrebbe richiamato l'intervenuto "decesso della donna trasportata in altro veicolo antagonista", circostanza inesatta rispetto alla vicenda (investimento di un uomo), per cui il ricorrente sosteneva che vi fosse un errore fattuale decisivo.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondato il motivo: ha constatato che la motivazione del GIP di patteggiamento effettivamente valorizzava la "grave negligenza e distrazione alla guida" richiamando le consulenze tecniche, quindi non sussiste errore di fatto sul profilo della negligenza; la menzione del "decesso della donna trasportata in altro veicolo antagonista" non è rinvenuta nella sentenza di merito ma è comunque non decisiva ai fini della valutazione complessiva, e quindi non integra l'errore decisivo rimesso al rimedio di cui all'art. 625-bis c.p.p. Conseguentemente il ricorso è rigettato e il ricorrente è condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 444 e ss. c.p.p. (patteggiamento)

    La sentenza di applicazione della pena su richiesta delle parti (patteggiamento) deve contenere motivazione adeguata anche in ordine all'applicazione di sanzioni amministrative accessorie; nel caso di specie il GIP ha motivato la sospensione della patente richiamando le consulenze tecniche e la negligenza nella guida.

  • art. 589-bis c.p. (commi primo e settimo)

    Norma che disciplina il reato contestato (omicidio stradale/lesioni gravi connessi alla circolazione); costituisce il capo di imputazione dal quale la Corte ha evinto profili di pericolosità e di negligenza nella guida.

  • art. 625-bis c.p.p. (ricorso straordinario per errore di fatto)

    Consente il ricorso per errore di fatto limitatamente agli errori che risultino decisivi, cioè tali da aver determinato una pronuncia diversa; la Corte ha richiamato tale principio per escludere il rilievo dell'errore prospettato dal ricorrente.

  • art. 616 c.p.p. (spese processuali)

    Norma che autorizza la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento straordinario quando il ricorso viene rigettato; applicata alla fattispecie per gravare l'onere delle spese su Pavarino.

  • Giurisprudenza richiamata (Sez. 6, n. 14296 del 20/03/2014, Rv. 259503 - 01)

    "l'errore che può essere rilevato ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen. è solo quello decisivo"

    Principio consolidato secondo cui il rimedio straordinario per errore di fatto è ammesso solo per errori decisivi che avrebbero cambiato l'esito del giudizio.

  • Citazioni di motivazione del GIP

    "grave negligenza e distrazione alla guida", "conseguenze in termini di pericolosità sociale"

    La Corte ha ritenuto che tali espressioni, ricavate dalla sentenza di patteggiamento e dal richiamo alle consulenze tecniche, giustificassero la commisurazione della sanzione accessoria e costituissero elemento sufficiente a smentire l'allegato errore di fatto.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis c.p.p. è ammissibile soltanto per errori di fatto decisivi: vanno indicati fatti errati che, se corretti, avrebbero condotto a una pronuncia differente.
  • In caso di patteggiamento (art. 444 e ss. c.p.p.), la motivazione del GIP, anche mediante richiamo a consulenze tecniche e al capo di imputazione, può essere ritenuta sufficiente a giustificare sanzioni accessorie (es. sospensione patente) se emergono profili di negligenza o pericolosità sociale.
  • Incertezze o inesattezze formali o non determinanti (es. menzione inesatta di circostanze non decisive rispetto alla motivazione complessiva) non bastano a fondare il rimedio straordinario per errore di fatto.
  • Chi impugna per errore di fatto deve documentare chiaramente la discrepanza fattuale e dimostrare la sua incidenza sull'esito della decisione; altrimenti il ricorso sarà probabilmente rigettato e il ricorrente può essere condannato alle spese.
  • I richiami della Corte a elementi presenti nel capo di imputazione e nelle consulenze tecniche sono rilevanti: anche se la formulazione del giudice di merito diversifica, la Corte può inferire la sussistenza di profili di colpa/negligenza se coerenti con gli atti.

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