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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38175/2022 del 11/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente era imputato per il reato previsto dall'art. 10-quater del d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74, per aver, nell'anno d'imposta 2012, utilizzato in compensazione tramite mod. F24 crediti Iva inesistenti per complessivi € 209.825,00. Era stata contestata la recidiva reiterata. In cassazione il ricorrente ha dedotto: 1) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione all'elemento soggettivo (sosteneva al più colpa e non dolo eventuale); 2) censura sul trattamento sanzionatorio ai sensi dell'art. 606 cod.proc.pen.; 3) eccezione di prescrizione del reato.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha respinto l'eccezione di prescrizione ritenendola infondata: il termine di prescrizione va calcolato tenendo conto della recidiva reiterata che porta il termine massimo a 9 anni, decorrenti dalla data dell'ultima compensazione tramite F24 (31/07/2013), con decorrenza della prescrizione al 31/07/2022, dunque non ancora maturata. Quanto al merito, la Corte ha ritenuto corretta la valutazione dei giudici di merito che avevano ravvisato il dolo generico dell'imputato sulla base della rilevante incongruenza fra il credito dichiarato in dichiarazione e gli importi indicati nei F24 senza documentazione giustificativa; la tesi difensiva della mera mancata registrazione da parte del commercialista è stata ritenuta non supportata da prova. Il motivo relativo al trattamento sanzionatorio è stato ritenuto scollegato e quindi inammissibile. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e a versare, in via equitativa, € 3.000,00 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 10-quater d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma contestata: punisce l'uso in compensazione di crediti inesistenti. La Corte ha ritenuto sussistente il dolo generico in presenza di compensazioni di importo molto superiore al credito dichiarato e prive di giustificativi.

  • art. 17 d.lvo 241/1997

    Norma che disciplina la compensazione tramite F24: il fatto concreto è avvenuto attraverso l'utilizzo in compensazione ai sensi di tale articolo.

  • artt. 157 e 161 cod.pen.

    Norme sulla prescrizione: la Corte ha applicato il criterio che, riconosciuta la recidiva reiterata, aumenta il massimale del periodo di prescrizione (qui fino a 9 anni).

  • art. 173 disp. att. cod.proc.pen.

    art. 173, comma 1, disp. att.

    Disciplina i limiti di specificazione del ricorso: il ricorrente ha rispettato i limiti ma la censura relativa alla responsabilità non è stata ritenuta specifica rispetto alla motivazione impugnata.

  • art. 606 comma 1 lett. e) cod.proc.pen.

    art. 606, comma 1, lett. e)

    Prevede la possibile censura in Cassazione del trattamento sanzionatorio; la Corte ha ritenuto il motivo inerente il trattamento sanzionatorio non conforme alle ragioni della decisione e quindi inammissibile/scollegato.

  • art. 616 cod.proc.pen.

    Norma che regola la condanna alle spese processuali: la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali ai sensi di tale articolo.

  • Sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186

    Sent. Corte cost. n. 186/2000

    Richiamata in relazione all'applicazione della misura di cui alla Cassa delle Ammende: la Corte, pur non ritenendo il ricorso presentato in mala fede, ha imposto un versamento equitativo in favore della Cassa delle Ammende.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. n. 4958 del 11/10/2018 (Cappello) Rv. 274854

    Sez. n. 4958 del 11/10/2018, Cappello, Rv. 274854

    Stabilisce che il reato si realizza al momento della compensazione tramite F24 che fa superare la soglia rilevante, non al momento della presentazione della dichiarazione.

  • Giurisprudenza Cassazione, Sez. 3 n. 26868 del 19/04/2019 (PG/Cilente) Rv. 276016

    Sez. 3, n. 26868 del 19/04/2019, PG/Cilente, Rv. 276016

    Conferma gli effetti della recidiva reiterata sul trattamento sanzionatorio e sul computo del termine di prescrizione (aumento del termine massimo).

Massime di principio

  • Il reato di utilizzo in compensazione di crediti inesistenti si perfeziona al momento dell'operazione di compensazione tramite F24 che fa superare la soglia di punibilità, non necessariamente alla presentazione della dichiarazione annuale.
  • La recidiva reiterata incide sul calcolo della prescrizione aumentando il termine massimo: occorre individuare la data dell'ultima compensazione utile come inizio del computo.
  • Una significativa incongruenza tra credito dichiarato e importi compensati, priva di documentazione giustificativa, costituisce elemento forte per ritenere il dolo anche quando l'amministrazione contabile sia delegata ad un professionista.
  • La distinzione tra dolo eventuale e colpa richiede accertamenti probatori specifici: la mera affermazione che il commercialista non abbia registrato fatture non esime se mancano giustificativi e se emergono evidenti discrepanze.
  • I motivi in cassazione relativi al trattamento sanzionatorio (art. 606 cod.proc.pen.) devono essere strettamente collegati e confrontati con le ragioni della decisione impugnata per essere ammissibili.
  • Anche ricorsi non manifestamente dolosi possono comportare sanzioni economiche (spese e versamento alla Cassa delle Ammende) se ritenuti infondati; la Corte può modulare l'entità in via equitativa.

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