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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42696/2023 del 19/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il giudice dell'esecuzione del Tribunale di Roma ha revocato la sospensione condizionale della pena concessa a Francesco Pelosi (sentenza del 9/5/2008) perché il condannato ha commesso, nel quinquennio rilevante, un ulteriore reato (furto aggravato del 20/8/2012, condanna definitiva del 12/2/2015). Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza sostenendo (i) che il nuovo reato non è della stessa indole di quello per cui era stato concesso il beneficio e (ii) che la pena detentiva originaria era stata sostituita con una pena pecuniaria, la quale non potrebbe costituire titolo per la revoca della sospensione condizionale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo (l'identità di indole opera solo con riferimento alle contravvenzioni; per i delitti la commissione di un altro delitto nei termini previsti è causa di revoca a prescindere dalla sua indole). Ha invece accolto il secondo motivo: la giurisprudenza consolidata e l'art. 57 della L. n. 689/1981 distinguono le pene sostitutive considerandone la semidetenzione e la libertà controllata come pena detentiva, mentre la pena pecuniaria "si considera sempre come tale, anche se sostitutiva della pena detentiva". Ne consegue che la revoca disposta non era legittima quando si è fondata su una pena pecuniaria sostitutiva. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il giudizio al Tribunale di Roma perché si attenga al principio di diritto richiamato.

Norme richiamate

  • art. 168 n. 1 cod. pen.

    La revoca automatica della sospensione condizionale prevista dall'art. 168 n.1 opera quando il condannato, nei termini stabiliti, commetta un reato per il quale venga inflitta una pena detentiva; l'ulteriore reato, se delitto, costituisce causa di revoca a prescindere dall'identità di indole (la limitazione dell'"identità di indole" si applica solo alle contravvenzioni).

  • L. n. 689 del 1981, art. 57

    "per ogni effetto giuridico la semi-detenzione e la libertà controllata si considerano come pena detentiva della specie corrispondente a quella della pena sostituita"; "la pena pecuniaria si considera sempre come tale, anche se sostitutiva della pena detentiva"

    Le pene sostitutive non sono tutte equiparate alla pena detentiva: la semi-detenzione e la libertà controllata si assimilano alla pena detentiva, mentre la pena pecuniaria permane qualificata come pecuniaria e non acquista natura detentiva; pertanto una condanna a pena pecuniaria sostitutiva non è idonea a far scattare la revoca automatica prevista dall'art. 168 se il presupposto richiesto è una pena detentiva.

Massime di principio

  • Se il nuovo illecito commesso nel periodo utile è un delitto (non una contravvenzione), in linea generale costituisce causa di revoca della sospensione condizionale a prescindere dall'identità di indole tra i reati.
  • Se il nuovo illecito è una contravvenzione, la revoca opera solo se la contravvenzione è "della stessa indole" di quella per cui era stato concesso il beneficio.
  • Una pena pecuniaria, anche se comminata in sostituzione di pena detentiva, mantiene la sua natura pecuniaria e non può essere considerata "pena detentiva" ai fini dell'art. 168: non può quindi di per sé giustificare la revoca automatica della sospensione condizionale fondata sull'esistenza di una pena detentiva inflitta per il nuovo reato.
  • Pene sostitutive come la semi-detenzione o la libertà controllata sono equiparate alla pena detentiva e, se inflitte per il nuovo reato, possono invece determinare la revoca.
  • In caso di revoca della sospensione condizionale, è opportuno verificare punto per punto la natura del nuovo titolo esecutivo (tipo di reato, carattere definitivo della condanna, tipo di pena inflitta o sostituita) e trattare specificamente eventuali sostituzioni di pena nella memoria difensiva.

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