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Sentenza

Sentenza n. 151/2026 - Trieste, Sezione 1

per l'accertamento del diritto del ricorrente a percepire i sei scatti stipendiali normativamente contemplati all'art. 6 bis D.L. n. 387 del 1987, col conseguente obbligo in capo all'Amministrazione di provvedere alla rideterminazione dell'indennità di buonuscita, mediante l'inclusione nella relativa base di calcolo, dei benefici economici di cui alla disposizione citata e per la consequenziale condanna dell'Istituto resistente a versare quanto dovuto al ricorrente, con maggiorazione degli interessi fino all'effettivo soddisfo.

Giustizia amministrativa202500271

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Friuli Venezia Giulia, Sez. ISentenzaAzione di accertamento

Atto impugnato: diniego, o mancato riconoscimento, del diritto ai sei scatti stipendiali e della loro inclusione nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (dipendente pubblico)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l'accertamento del diritto a percepire i sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e il conseguente obbligo dell'INPS di rideterminare l'indennità di buonuscita includendo tali benefici nella relativa base di calcolo, con condanna al pagamento delle somme dovute e degli interessi. La pretesa è stata fondata sull'applicabilità del beneficio agli appartenenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile o militare anche quando la cessazione dal servizio sia avvenuta a domanda. L'INPS si è costituito resistendo al ricorso.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso con sentenza in forma semplificata, richiamando la propria giurisprudenza consolidata e quella conforme del Consiglio di Stato. Ha accertato il diritto del ricorrente ai benefici economici previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 e il correlato obbligo dell'INPS di rideterminare l'indennità di buonuscita includendo nella base di calcolo i sei scatti stipendiali. Il giudice ha precisato che l'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997 riguarda esclusivamente la base pensionabile e non il calcolo dell'indennità di buonuscita; che l'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 non ha fatto rivivere la limitazione originaria del beneficio ai soli casi di cessazione per età, inabilità permanente o decesso; e che il termine del 30 giugno previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 non ha natura decadenziale rispetto alla fruizione del beneficio, essendo funzionale soltanto a consentire il collocamento a riposo dal primo gennaio dell'anno successivo. L'INPS è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in euro 1.000, oltre accessori, nonché al rimborso del contributo unificato dopo il passaggio in giudicato.

Norme richiamate

  • art. 6-bis d.l. n. 387/1987

    la domanda di collocamento in quiescenza deve essere prodotta entro e non oltre il 30 giugno dell'anno nel quale sono maturate entrambe le predette anzianità

    La disposizione riconosce sei scatti stipendiali agli appartenenti alle Forze di Polizia e il termine per presentare la domanda di collocamento in quiescenza non è decadenziale rispetto alla fruizione del beneficio, ma serve a consentire la decorrenza del pensionamento dal primo gennaio dell'anno successivo.

  • art. 4 d.lgs. n. 165/1997

    La norma concerne la base pensionabile definita ai sensi dell'art. 13 del d.lgs. n. 503/1992 e non disciplina il calcolo dell'indennità di buonuscita; pertanto non è ostativa all'inclusione dei sei scatti nella relativa base di calcolo.

  • art. 11 l. n. 231/1990

    La disposizione, abrogata, aveva sostituito l'art. 1, comma 15-bis, del d.l. n. 379/1987; la sua abrogazione non determina la reviviscenza della precedente formulazione limitativa del beneficio.

  • art. 2268, comma 1, n. 872, d.lgs. n. 66/2010

    L'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990, disposta dalla norma, non comporta la reviviscenza della disciplina previgente che limitava i sei scatti alle cessazioni per età, inabilità permanente o decesso.

  • art. 74 c.p.a.

    Consente la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata quando ricorrono i presupposti, ritenuti sussistenti dal TAR in ragione della giurisprudenza consolidata.

  • art. 13, comma 6-bis.1, d.P.R. n. 115/2002

    Impone all'amministrazione soccombente il rimborso del contributo unificato versato, dopo il passaggio in giudicato della sentenza.

Massime di principio

  • Il beneficio dei sei scatti stipendiali previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 spetta agli appartenenti alle Forze di Polizia ad ordinamento civile o militare anche quando la cessazione dal servizio avvenga a domanda.
  • I sei scatti stipendiali previsti dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 devono essere inclusi nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita, con conseguente obbligo dell'amministrazione previdenziale di rideterminarla.
  • L'art. 4 del d.lgs. n. 165/1997, riferendosi alla base pensionabile, non disciplina né esclude l'inclusione dei sei scatti nella base di calcolo dell'indennità di buonuscita.
  • L'abrogazione dell'art. 11 della l. n. 231/1990 non determina la reviviscenza della precedente disciplina che limitava il beneficio ai casi di cessazione per età, inabilità permanente o decesso.
  • Il termine previsto dall'art. 6-bis del d.l. n. 387/1987 per la presentazione della domanda di collocamento in quiescenza non è decadenziale rispetto al diritto al beneficio, ma opera esclusivamente ai fini della decorrenza del collocamento a riposo dal primo gennaio dell'anno successivo.

Come è indicizzato

MaterieTrattamento economico e previdenziale
RamiPubblico impiego e concorsi
IstitutiTermini del procedimento

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