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Sentenza

Sentenza n. 4732/2026 - Milano, Sezione 4

per l'annullamento previa sospensione cautelare del provvedimento adottato dalla Questura della Provincia di Milano in data 28.1.2026 prot. n. -OMISSIS- di irricevibilità dell’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso di soggiorno per motivi di lavoro subordinato, notificato al ricorrente dalla Questura di Milano in data 30.1.2026, nonché di ogni altro atto presupposto, connesso e/o consequenziale lesivo degli interessi del ricorrente.

Giustizia amministrativa202601656

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IVSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: decreto della Questura di Milano del 28 gennaio 2026 che ha dichiarato irricevibile l’istanza di conversione del permesso di soggiorno per minore età in permesso per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto con cui la Questura aveva dichiarato irricevibile la richiesta di conversione, ritenendo che egli avesse chiesto il rilascio di un permesso per lavoro subordinato o attesa occupazione senza essere munito di uno specifico visto d’ingresso per lavoro subordinato. Ha dedotto violazione o erronea interpretazione dell’art. 10-bis della legge n. 241/1990, degli artt. 32 e 5, comma 9, del d.lgs. n. 286/1998 e dell’art. 14-bis del d.P.R. n. 394/1999, nonché eccesso di potere, difetto di istruttoria e di motivazione. Il Ministero ha chiesto il rigetto. Nel corso del giudizio l’amministrazione ha revocato in autotutela il decreto impugnato e, dopo una prima indicazione erronea dell’atto revocato, ne ha rettificato il provvedimento confermando espressamente la revoca del decreto del 28 gennaio 2026.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse: la revoca in autotutela del decreto impugnato ha eliminato l’atto lesivo e il ricorrente non aveva più interesse alla prosecuzione del giudizio né a una decisione sui motivi di merito. Non sono state quindi esaminate le censure sostanziali. Il TAR ha inoltre confermato il diniego di ammissione al patrocinio a spese dello Stato, disposto dalla Commissione il 1° luglio 2026 per mancata integrazione della documentazione richiesta, non prodotta neppure nel corso del giudizio. Spese compensate in ragione della natura della controversia e della limitata attività difensiva connessa alla definizione in rito.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Come anticipato alle parti presenti all’udienza camerale, ritiene il Collegio che la causa possa essere definita con sentenza ex art. 60 c.p.c., poiché il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non avendo più il ricorrente, alla luce della revoca del provvedimento impugnato, alcun interesse alla coltivazione del giudizio e alla decisione nel merito della causa.

    La causa è stata definita con sentenza in forma semplificata, ricorrendone i presupposti, perché la revoca dell’atto impugnato ha fatto venir meno l’interesse alla decisione di merito.

Massime di principio

  • La revoca in autotutela del provvedimento impugnato, quando elimina l’atto lesivo e non residua un interesse alla decisione di merito, determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La definizione del giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell’art. 60 c.p.a. è possibile quando ne ricorrono i presupposti e le parti sono state avvisate della possibilità di tale definizione.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiAutotutela decisoriaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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