Cassazione Penale, Sentenza n. 10147/2023 del 10/03/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente chiedeva l'attenuazione della misura cautelare (sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari) applicata con ordinanza del 21/12/2021 per il trasporto di circa 5 kg di cocaina, contestando la dichiarazione di inammissibilità dell'appello. La difesa sosteneva che la richiesta era fondata su esigenze cautelari mutevoli nel tempo (decorso del tempo, definizione del procedimento in primo grado, altri elementi nuovi) e denunciava violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione del Tribunale che avrebbe dato rilievo nullo al tempo trascorso e avrebbe correlato automaticamente il consolidarsi del quadro indiziario al persistere delle esigenze cautelari. Il Tribunale ha invece ritenuto che abbia valutato i fatti nuovi e abbia motivato congruamente il rigetto in considerazione della gravita' del fatto, della rilevante quantità di sostanza, della condanna in primo grado (7 anni) e del fatto che gli arresti domiciliari erano richiesti nel domicilio di origine dei contatti criminali, rendendoli inidonei a prevenire il pericolo di recidiva.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati i motivi di censura, confermando l'adeguatezza della motivazione del Tribunale: il tempo trascorso è stato considerato neutro se non accompagnato da elementi idonei a dimostrare l'affievolimento delle esigenze cautelari; la quantità di droga, le modalità del fatto e la condanna pronunciata sono state ritenute indicatori di inserimento in circuiti di narcotraffico e di pericolo di recidiva; inoltre il domicilio indicato per gli arresti domiciliari coincideva con il luogo di origine dei contatti criminali, rendendo la misura richiesta inidonea. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
d.P.R. 9 ottobre 1990 n.309 (Testo unico stupefacenti)
Norme sostanziali che hanno inquadrato il reato contestato (traffico di sostanze stupefacenti); la gravita' dell'illecito (quantità rilevante) ha inciso sulla valutazione delle esigenze cautelari
Codice di procedura penale, art. 310
Regola l'appello al Tribunale avverso ordinanze del GIP; il Tribunale è stato investito ai sensi di questo articolo
Codice di procedura penale, art. 591
Previsione procedurale relativa all'udienza; la Corte osserva che il Tribunale non ha proceduto secondo art. 591 ma ha fissato udienza in camera di consiglio e ha pronunciato ordinanza di rigetto
Codice di procedura penale, art. 274, lett. c)
Criterio relativo all'esigenza cautelare di prevenire la commissione di nuovi reati (pericolo di reiterazione): gli arresti domiciliari sono stati ritenuti inidonei a prevenire tale pericolo
Codice di procedura penale, art. 275, comma 1-bis
"l'esito del procedimento"
Prevede che l'esito del procedimento sia parametro per riconsiderare le esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto le risultanze del giudizio (condanna) elemento utile a confermare la misura cautelare
Codice di procedura penale, art. 606, comma 1, lett. c) ed e)
Norme richiamate dal ricorrente per censurare la decisione (violazione di legge e manifesta illogicità della motivazione); la Corte ha ritenuto infondati tali profili, giudicando la motivazione congrua e non contraddittoria
Codice di procedura penale, art. 94
Norma sulle spese processuali: il rigetto ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese
Giurisprudenza di legittimità citata
Sez. 3, n. 43113 del 15/09/2015; Sez. 2, n. 1.858 del 09/10/2013; Sez. 3, n. 28502 del 09/11/2017; Sez. 6, n. 51605 del 12/09/2019
Principio consolidato: il solo decorso del tempo non è sufficiente per attenuare le esigenze cautelari; occorrono elementi concreti e sintomatici che dimostrino il mutamento della situazione iniziale; inoltre l'esito del procedimento può essere preso in considerazione nella rinnovata valutazione delle misure
Massime di principio
- Il mero decorso del tempo di esecuzione della misura cautelare non è sufficiente, di per sé, a giustificare l'attenuazione della misura: il giudice richiede elementi concreti che indichino un effettivo affievolimento del rischio (contatti interrotti, nuova situazione personale, garanzie, ecc.)
- L'esito del procedimento (sentenza di condanna o di assoluzione) costituisce parametro rilevante nella rinnovata valutazione delle esigenze cautelari e può rafforzare la persistenza del pericolo di reiterazione
- La gravita' del fatto, la quantità di sostanza stupefacente e le modalità dell'illecito sono indici forti di inserimento in circuiti criminosi e pesano significativamente contro la concessione di misure meno afflittive
- La richiesta di arresti domiciliari presso un domicilio che coincide con l'ambiente di origine dei contatti criminali è particolarmente debole: il giudice può ritenere il domicilio inidoneo se favorisce il mantenimento dei rapporti illeciti
- Per ottenere un'attenuazione cautelare la difesa deve proporre elementi nuovi, specifici e verificabili (es. mutamento di residenza, comprovata interruzione di rapporti, misure di controllo sostitutive efficaci) e non limitarsi a dedurre il solo decorso del tempo
- La valutazione del Tribunale è ampia e discrezionale; le censure sulla motivazione devono dimostrare contraddittorietà manifesta o violazione di legge per avere successo in sede di impugnazione
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