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Sentenza

Sentenza n. 2562/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 5

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, sezione staccata di Latina (sezione prima) n. 235, pubblicata in data 24 marzo 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202505288

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Lazio, sezione staccata di Latina, che aveva dichiarato inammissibile il ricorso contro la nota provinciale di integrazione dell'efficacia dell'aggiudicazione e, in appello, la nota stessa

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (stazione appaltante)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda una procedura per la progettazione esecutiva e l'esecuzione di lavori di completamento di un istituto scolastico finanziati con fondi PNRR. L'appellante ha contestato la sentenza di primo grado, sostenendo che il giudicato formatosi sull'aggiudicazione non potesse estendersi alla successiva nota di integrazione dell'efficacia, in quanto la stazione appaltante avrebbe dovuto svolgere una nuova e autonoma verifica dei requisiti dell'aggiudicataria ai sensi dell'art. 32, comma 7, e degli artt. 86 e 87 del d.lgs. n. 50/2016. In particolare, ha dedotto che l'aggiudicataria, in possesso di attestazione SOA OG11, prima classifica, non avrebbe avuto qualificazione sufficiente per eseguire lavorazioni appartenenti alla categoria OS28 e OS3, per un importo offerto di euro 323.515,56, superiore al limite di euro 309.600,00 risultante dall'importo di classifica di euro 258.000,00 aumentato del quinto. Ha quindi chiesto l'annullamento della nota impugnata e, ove il contratto fosse stato stipulato, il subentro, previa eventuale CTU. L'appellante ha inoltre riproposto i motivi non esaminati dal TAR.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello e confermato la decisione di primo grado. Ha rilevato che la precedente sentenza del TAR, confermata dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 56 del 2025, aveva già accertato sia l'importo rilevante delle lavorazioni OS28, pari a euro 303.078,38, sia l'idoneità dell'attestazione SOA OG11, prima classifica, a consentirne l'esecuzione fino a euro 309.600,00, considerando l'aumento del quinto. Dalla nota di integrazione dell'efficacia non emergeva lo svolgimento di una nuova e autonoma istruttoria o valutazione sui requisiti: essa aveva semplicemente confermato quanto già verificato in sede di aggiudicazione. Pertanto, la fase di verifica prevista dall'art. 32, comma 7, del d.lgs. n. 50/2016 non ha riaperto una questione già definita con giudicato, né l'atto sopravvenuto poteva essere utilizzato per rimettere in discussione gli esiti dell'aggiudicazione. Il Collegio ha comunque ribadito che, nel caso concreto, l'aggiudicataria possedeva i requisiti per eseguire le lavorazioni contestate. Le spese sono state poste a carico dell'appellante nei confronti della Provincia di Frosinone e della società aggiudicataria, nella misura di euro 3.000,00 oltre accessori per ciascuna; sono state compensate nei confronti delle amministrazioni statali, costituitesi con memoria di stile.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 7, d.lgs. n. 50/2016

    l’aggiudicazione diventa efficace [...] all’esito positivo della verifica del possesso dei requisiti prescritti

    La verifica successiva all'aggiudicazione rende efficace l'aggiudicazione, ma nel caso concreto ha confermato quanto già valutato in sede di aggiudicazione senza svolgere una nuova autonoma istruttoria idonea a riaprire questioni coperte dal giudicato.

  • artt. 86 e 87 d.lgs. n. 50/2016

    Sono richiamati dall'appellante quali disposizioni che avrebbero imposto alla stazione appaltante di acquisire e valutare la documentazione comprovante il possesso dei requisiti; il Consiglio di Stato non ha ritenuto che, nel caso concreto, tale verifica avesse rinnovato la precedente valutazione.

  • art. 101 c.p.a.

    È stato richiamato per la riproposizione in appello dei motivi non esaminati dal giudice di primo grado.

Massime di principio

  • La verifica del possesso dei requisiti successiva all'aggiudicazione, prevista dall'art. 32, comma 7, del d.lgs. n. 50/2016, non determina di per sé la riapertura delle questioni già definite con giudicato sull'aggiudicazione.
  • Quando l'atto di integrazione dell'efficacia dell'aggiudicazione non contiene una nuova e autonoma istruttoria o valutazione sui requisiti, esso non costituisce un nuovo esercizio del potere idoneo a rimettere in discussione gli esiti della precedente aggiudicazione.
  • Il giudicato formatosi sull'accertamento dell'idoneità della qualificazione SOA dell'aggiudicatario impedisce di contestare nuovamente il medesimo profilo mediante l'impugnazione dell'atto successivo che si limiti a confermare l'efficacia dell'aggiudicazione.
  • La qualificazione OG11, prima classifica, quando l'importo rilevante delle lavorazioni OS28 è quello accertato nel giudicato e rientra nel limite della classifica aumentato del quinto, consente all'aggiudicatario l'esecuzione delle lavorazioni contestate.

Come è indicizzato

MaterieRequisiti di partecipazione ed esclusioneAggiudicazione, revoca e annullamento della garaAppello
RamiContratti pubbliciProcesso amministrativo
SottomaterieRequisiti di capacità economica e tecnica
IstitutiEffetto conformativo e riedizione del potereOnere della prova e principio dispositivo

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