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Cassazione Civile, Ordinanza n. 03973/2024 del 13/02/2024

Giurisprudenza giuslavoristica

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

NON DETERMINABILE

Favorevole al resistente (ente previdenziale)

La controversia

Un soggetto aveva agito per ottenere l'accertamento della propria qualifica di coltivatore diretto per il periodo 1959-1968, sostenendo di aver lavorato nei fondi familiari insieme al padre, già coltivatore diretto. La Corte d'appello aveva negato la qualifica ritenendo non provati i presupposti richiesti dalla normativa di settore. In cassazione il ricorrente ha dedotto, con tre motivi, la violazione della l. n. 1047/1957 e della l. n. 9/1963, assumendo che per il figlio appartenente al nucleo familiare sarebbe bastata la prova del lavoro manuale svolto nell'ambito della famiglia, senza necessità di accertare in capo a lui tutti i requisiti propri del coltivatore diretto. Con gli altri due motivi ha denunciato vizio di motivazione, lamentando che la Corte territoriale non avesse valorizzato elementi probatori quali la precedente iscrizione negli elenchi dei coltivatori diretti, lo stato di non coniugato, la collaborazione abituale con il padre e l'assenza di altre fonti di reddito.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto infondato il primo motivo e, per la parte di sentenza qui trascritta, ha spiegato che la qualità di coltivatore diretto va accertata secondo il combinato disposto degli artt. 1 e 2 della l. n. 1047/1957 e degli artt. 2 e 3 della l. n. 9/1963, anche quando si tratti di familiari del coltivatore. In particolare, anche i familiari devono svolgere abitualmente e manualmente le medesime attività del coltivatore diretto, con dedizione quanto meno prevalente. La pronuncia valorizza quindi la necessità di provare i requisiti normativi anche rispetto al familiare che invochi la qualifica previdenziale, non essendo sufficiente la sola partecipazione al nucleo familiare o il mero lavoro manuale nei fondi. Dal testo fornito non emerge la parte finale completa sull'esito dei motivi residui né il dispositivo finale dell'ordinanza.

Norme richiamate

  • l. n. 1047/1957, art. 1

    Il requisito dell'abitualità dell'attività manuale nella coltivazione o nell'allevamento si riferisce anche ai familiari del coltivatore diretto, che devono svolgere le stesse attività del coltivatore diretto.

  • l. n. 1047/1957, art. 2

    Concorre, insieme alla l. n. 9/1963, a definire i requisiti necessari per il riconoscimento della qualifica di coltivatore diretto ai fini previdenziali.

  • l. n. 9/1963, art. 2

    Ai soggetti rientranti nell'art. 2 della l. n. 1047/1957, inclusi i familiari, richiede che l'attività sia svolta in modo quanto meno prevalente ai fini dell'abitualità.

  • l. n. 9/1963, art. 3

    Richiamato nel combinato disposto che individua i presupposti della qualifica di coltivatore diretto.

Massime di principio

  • La qualifica di coltivatore diretto, ai fini dell'assicurazione IVS, non deriva da una nozione generale astratta, ma deve essere accertata sulla base del combinato disposto della normativa speciale di settore.
  • Per il riconoscimento della qualifica è necessario provare sia la diretta, abituale e manuale coltivazione dei fondi o il diretto e abituale governo del bestiame, sia il fabbisogno di manodopera del fondo e il contributo lavorativo del nucleo familiare nei limiti previsti dalla legge.
  • Il requisito dell'abitualità e della manualità dell'attività agricola può riferirsi anche ai familiari del coltivatore diretto: non è sufficiente la sola appartenenza al nucleo familiare o la mera prestazione di lavoro nei fondi, occorrendo la prova dello svolgimento abituale delle medesime attività agricole in modo prevalente.
  • Ai fini previdenziali, non è richiesto che l'attività agricola abbia carattere imprenditoriale né che il singolo abbia prestato personalmente il numero di giornate lavorative previste per il fabbisogno del fondo, poiché tale limite riguarda l'azienda e non il singolo lavoratore.

Come è indicizzato

MaterieContributi previdenziali
RamiPrevidenza
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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