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Sentenza

Sentenza n. 1685/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza del decreto ingiuntivo n. 515/2024 del Tribunale di Rimini.

Giustizia amministrativa202600470

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: inadempimento del Ministero all'esecuzione del decreto ingiuntivo n. 515/2024 del Tribunale di Rimini, munito di decreto di esecutorietà

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (creditrice)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza del decreto ingiuntivo n. 515/2024 del Tribunale di Rimini. Il decreto era stato dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. il 17 giugno 2025 ed era stato notificato al Ministero dopo il decorso del termine dilatorio di 120 giorni. Ha inoltre chiesto una somma a titolo di penalità di mora. Il Ministero, intimato, non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso quanto all'inadempimento e ha ordinato al Ministero e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione al decreto ingiuntivo entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza, corrispondendo quanto dovuto, inclusi interessi legali e rivalutazione monetaria secondo gli indici ISTAT dalla maturazione al saldo, detratte le somme eventualmente già pagate, nonché le spese liquidate dal giudice ordinario se non già corrisposte e quelle del giudizio di ottemperanza. Ha respinto la richiesta di penalità di mora: il titolo già riconosce interessi e rivalutazione dal dovuto al saldo, ritenuti misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. In caso di ulteriore inadempimento, su istanza della ricorrente, provvederà quale commissario ad acta il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale o un funzionario delegato, entro i successivi 60 giorni, con facoltà di subdelega. Il ricorso è stato quindi accolto in parte; il Ministero è stato condannato a 600 euro per le spese, oltre spese generali, oneri accessori e restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione in favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114, comma 4, c.p.a.

    Va respinta, invece, la richiesta di ottenere una somma a titolo di penalità di mora in quanto la sentenza del G.O. di cui si chiede l’ottemperanza ha già previsto la corresponsione degli “interessi e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo”, la cui misura appare equa anche ai fini dell’articolo 114, comma quarto, del c.p.a.

    La penalità di mora può essere negata quando il titolo da eseguire già prevede interessi e rivalutazione dal dovuto al saldo e tale ristoro è ritenuto equo anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

  • art. 647 c.p.c.

    Il decreto ingiuntivo è munito di decreto di esecutorietà, ai sensi dell’articolo 647 c.p.c., emanato dal giudice civile in data 17/06/2025.

    Nel giudizio di ottemperanza, il decreto ingiuntivo dichiarato esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. costituisce il titolo la cui esecuzione può essere ordinata.

Massime di principio

  • In sede di ottemperanza a un decreto ingiuntivo munito di esecutorietà, accertato il persistente inadempimento dell'amministrazione, il giudice ordina l'esecuzione delle statuizioni del titolo, comprese le somme accessorie da esso riconosciute e le spese non ancora corrisposte.
  • La penalità di mora può essere negata quando il titolo da eseguire già riconosce interessi e rivalutazione monetaria dal dovuto al saldo e il giudice ritiene tale misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.
  • Il giudice dell'ottemperanza può fissare un termine per l'adempimento e nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza di parte in caso di ulteriore inadempimento.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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