Sentenza del 24/02/2023 n. 5789 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
Impugnazione dell'avviso di accertamento TARI per l'anno (---) contestando l'obbligo di pagamento perché la società sosteneva di aver smaltito i rifiuti tramite imprese private e quindi di non essere tenuta al pagamento o di avere diritto a riduzione tariffaria per avvio a recupero dei rifiuti speciali/assimilabili
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto i primi motivi inammissibili perché non collegati alla motivazione della sentenza impugnata e per materia di fatto non sindacabile in cassazione; ha dichiarato inammissibile il motivo fondato su norme ambientali in quanto presupponeva un accertamento di fatto non contenuto nella sentenza; ha respinto il motivo relativo all'omesso esame dell'istanza documentata per la riduzione tariffaria, rilevando che il giudice di merito ha esaminato e escluso l'esistenza della necessaria istanza e che il ricorrente non ha indicato chiaramente il fatto storico omesso e la sua decisività. Condanna della società alle spese di lite e al versamento dell'ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 5
Disciplina i motivi di cassazione per violazione di norme di diritto (n.3) e per omesso esame di fatto decisivo (n.5). La Corte ha applicato tali limiti per escludere questioni non connesse alla motivazione o accertamenti di fatto non dedotti correttamente.
artt. 112, 113, 115, 116 c.p.c.; art. 118 disp. att. c.p.c.
Norme processuali richiamate dalla ricorrente in relazione alla valutazione delle prove e delle declaratorie; la Corte ha ritenuto che le censure richiamanti queste norme non fossero effettivamente collegate alla decisione impugnata.
L. 23 dicembre 2014, n. 190 (richiamata come L. n. 147 del 2013, art. 1, commi vari)
Norme introduttive e modificative del sistema tributario locale e della TARI. Le previsioni sono state richiamate in relazione ai criteri di determinazione e riduzione tariffaria, ma la Corte ha rimarcato che l'istanzia necessaria per la riduzione doveva essere provata.
D.Lgs. 30 dicembre 1993, n. 507, artt. 58, 59, 62
Riferimenti alla disciplina del tributo sui rifiuti (sistemi preesistenti e competenze comunali). La ricorrente aveva invocato tali norme, ma la Cassazione ha ritenuto le doglianze non collegate alla decisione di merito.
art. 2697 c.c.
Principio sulla ripartizione dell'onere della prova. La Corte ha confermato che l'onere di provare la natura dei rifiuti e la presentazione dell'istanza grava sulla contribuente quando invoca la non assoggettabilità o una riduzione.
D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152, artt. 221 e 226; art. 238, comma 10
Disciplina sui rifiuti e sulle categorie (esclusione di assimilazione di alcuni imballaggi agli urbani). La Corte ha osservato che l'eventuale qualificazione di rifiuti come imballaggi secondari/terziari è questione di fatto che la ricorrente non ha provato.
D.P.R. 15 luglio 1999, n. 158, art. 7, comma 2
Norme sui requisiti per operazioni di gestione rifiuti; richiamata in relazione alle modalità e alle istanze per il riconoscimento di avvio a recupero, che deve essere documentato.
D.L. 22 giugno 2012, n. 83, art. 54 (riforma art. 360 c.p.c.)
Ha riformulato il vizio di omesso esame di fatto (art. 360 c.p.c., comma 1, n.5). La Corte ha richiamato i requisiti rigorosi per l'ammissibilità di tale motivo in cassazione.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1-quater (L. 24 dicembre 2012, n. 228, art. 1, comma 17)
Prevede il pagamento di un ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso; la Corte ha disposto l'applicazione di tale contributo in capo alla società ricorrente.
Massime di principio
- In materia di TARI la qualificazione dei rifiuti (urbani vs speciali, assimilati o imballaggi secondari/terziari) è questione fattuale: spetta al contribuente fornire prove precise e documentazione che dimostrino la natura dei rifiuti e il loro effettivo avvio al recupero.
- La richiesta di riduzione tariffaria prevista da regolamenti comunali per avvio al recupero richiede la presentazione di una specifica istanza documentata: senza tale istanza comprovata il diritto alla riduzione non può essere ritenuto acquisito.
- Le contestazioni fondate su accertamenti di fatto del giudice di merito sono difficilmente sindacabili in Cassazione se non attraverso il motivo ex art. 360 c.p.c., comma 1, n.5, che richiede l'indicazione puntuale del fatto storico omesso, la sua prova processuale e la sua decisività.
- Non è sufficiente allegare genericamente documenti: il contribuente deve collegare esplicitamente i documenti all'istanza o al fatto dedotto (modo, tempo, sede di deposito) e dimostrarne la discussione in causa affinché il fatto venga considerato decisivo per la decisione.
- Proceduralmente, in cassazione non sono esaminabili questioni che non risultano connesse alla motivazione della sentenza impugnata o che il giudice di merito abbia ritenuto assorbite; occorre dunque impostare correttamente i motivi e rispettare i limiti formali richiesti.
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