Cassazione Penale, Sentenza n. 30732/2023 del 14/07/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma in appello della condanna per furto in concorso (settembre 2017). Barbetta e Greco articolano due motivi: (1) vizio di motivazione e illogicità relativo al riconoscimento fotografico operato dagli investigatori (sostengono sia indiziario e incerto); (2) vizio di motivazione quanto alla sussistenza delle aggravanti (destrezza, minorata difesa per età della vittima, e numero di persone). Bevilacqua articola cinque motivi: (3) mancata risposta sull'identificazione da parte della Polizia giudiziaria e uso di prova atipica dato un precedente anteriore; (4) mancata derubricazione in tentato furto in relazione al diverso momento della sottrazione nel video; (5) mancata risposta e vizio di motivazione su destrezza e numero di persone; (6) assenza di giustificazione sull'aggravante della minorata difesa; (7) illogicità motivazionale sulla recidiva (sostiene che la Corte territoriale non avrebbe adeguatamente valutato i precedenti).
La decisione
I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili. La Corte di Cassazione ha ritenuto che le censure fossero, in larga parte, meri appelli a una diversa valutazione di fatto, rimessa al giudice di merito. Sul merito delle motivazioni della Corte d'Appello: il riconoscimento da parte degli operanti è stato ritenuto plausibile perché gli imputati erano noti alla polizia; l'aggravante della destrezza è stata ritenuta integrata dato il carattere borseggio con accerchiamento, spinta e uso di un indumento per coprire i movimenti, idoneo a sorprendere la vittima; l'aggravante della minorata difesa è stata motivata congiuntamente dall'età avanzata (86 anni) e dalla presenza del figlio disabile che aumentava la vulnerabilità concreta; l'aggravante del numero di persone è stata ritenuta provata dalle immagini di videosorveglianza che documentavano il contemporaneo agire dei tre; la recidiva reiterata e specifica di Bevilacqua è stata ritenuta correttamente motivata con precedenti per delitti contro il patrimonio e assenza di segni di ravvedimento. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 alla cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 625 n. 4 c.p. (furto aggravato per destrezza)
La Corte ha interpretato la norma nel senso consolidato che il borseggio costituisce condotta dotata di destrezza quando richiede abilità, astuzia o avvedutezza idonee a sorprendere o eludere la sorveglianza del detentore della cosa; nel caso concreto il comportamento di accerchiamento, spinta e occultamento del movimento integrano la destrezza
art. 61, primo comma, n. 5 c.p. (aggravante per aver profittato della minorata difesa)
Per l'integrazione dell'aggravante è richiesta una situazione concreta di vulnerabilità della vittima. La Corte ha ritenuto che età avanzata (86 anni) congiunta alla presenza del figlio disabile costituiscano una vulnerabilità concreta sfruttata dagli agenti
art. 133 c.p. (criteri per la determinazione della pena e valutazione della recidiva)
La recidiva va valutata non solo come presenza di precedenti ma concretamente, secondo i criteri dell'art. 133 c.p., per verificare se le precedenti condotte indichino una perdurante inclinazione al delitto; la Corte d'appello ha applicato tale valutazione per ritenere la recidiva reiterata e specifica
art. 83, comma 12-ter, D.L. 17 marzo 2020, n. 18 (requisitoria scritta del PG in Cassazione)
Richiamata per segnalare che il Sostituto Procuratore generale ha concluso per l'inammissibilità dei ricorsi, ai sensi della procedura straordinaria prevista dalla norma di emergenza
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non è sede per una rivalutazione ex novo delle prove: i motivi che chiedono una diversa lettura dei fatti sono inammissibili se non muovono questioni di diritto specifiche
- Il riconoscimento da parte degli investigatori che conoscono i soggetti coinvolti può avere rilievo probatorio e non è automaticamente viziato per il fatto di essere una 'prova atipica', salvo questioni specifiche di vizio procedurale o contraddittorietà non genericamente denunciate
- Il borseggio è frequentemente qualificato come aggravato dalla destrezza quando ricorre un comportamento che richiede abilità/astuzia (es. accerchiamento, occultamento del movimento) idoneo a eludere la sorveglianza della vittima
- L'aggravante della minorata difesa richiede una valutazione concreta della vulnerabilità della persona offesa: l'età, combinata con altre circostanze (es. presenza di un congiunto disabile), può integrare la condizione di minorata difesa
- L'aggravante per numero di persone richiede prova della contemporaneità e coordinamento dell'azione: filmati di videosorveglianza che mostrano l'agire contestuale possono legittimare la qualificazione
- La recidiva va motivata valutando la gravità dei precedenti, la distanza temporale e soprattutto se le condanne pregresse dimostrino una perdurante inclinazione al reato (criteri art. 133 c.p.)
- In ricorso per cassazione è necessario indicare con specificità le ragioni di diritto e la correlazione tra i profili di fatto e le questioni giuridiche contestate; censure generiche o meramente alternative conducono spesso all'inammissibilità
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