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Sentenza

Sentenza del 22/03/2019 n. 381 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte

TARI: imposizione fiscale differenziata per singoli locali - Consiglio Comunale: Regolamento TARI - TARI: distinzione tra "uffici", "archivi" e "magazzini"

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha contestato la classificazione e l'imposizione uniforme delle superfici aziendali, sostenendo che locali destinati a uffici, archivi e magazzini presentano una diversa attitudine alla produzione di rifiuti. In particolare, ha chiesto che la tariffa fosse applicata in modo differenziato in base all'uso concreto dei singoli ambienti, anziché considerando l'azienda come un'unica attività omogenea.

La decisione

La sentenza ha ritenuto corretta la distinzione tra le diverse parti dei locali aziendali. In applicazione del principio secondo cui la TARI deve essere commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie dei rifiuti prodotti in relazione agli usi e alla tipologia di attività, uffici e archivi devono essere classificati separatamente e assoggettati alla tariffa corrispondente. Gli archivi non devono essere automaticamente assimilati ai magazzini destinati allo stoccaggio di materie prime industriali, i quali possono costituire aree operative dell'impresa, analogamente agli stabilimenti o ai locali di vendita. Ne consegue che il regolamento comunale deve prevedere categorie coerenti con la diversa potenzialità di produzione dei rifiuti e l'imposizione deve riflettere l'effettiva destinazione dei locali.

Norme richiamate

  • Art. 14, comma 9, D.L. 201/2011

    La tariffa della TARI è commisurata alle quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in relazione agli usi e alla tipologia di attività svolte

    La tariffa deve tenere conto della concreta destinazione dei locali e della diversa capacità ordinaria di produrre rifiuti; pertanto, superfici utilizzate per attività differenti non possono essere necessariamente assoggettate alla medesima tariffa.

  • Art. 14, comma 22, D.L. 201/2011

    Il regolamento comunale deve disciplinare l'applicazione della TARI e classificare le categorie di attività caratterizzate da una omogenea potenzialità di produzione dei rifiuti. Tale potere regolamentare deve essere esercitato in modo coerente con la diversa destinazione d'uso dei locali.

Massime di principio

  • Ai fini TARI, una stessa impresa può dover essere suddivisa in più categorie tariffarie quando utilizza locali con funzioni diverse e con differente potenzialità di produzione dei rifiuti.
  • La tariffa deve essere collegata all'uso effettivo e prevalente dei singoli ambienti, non soltanto all'attività economica complessivamente esercitata dall'impresa.
  • Uffici e archivi possono richiedere una classificazione distinta, mentre i magazzini destinati allo stoccaggio di materie prime o funzionali al ciclo produttivo possono essere assimilati ad aree operative, se il regolamento comunale e le caratteristiche concrete dell'attività lo giustificano.
  • Il contribuente che contesta una tariffa indistinta deve documentare la planimetria, la destinazione concreta delle superfici e la separazione funzionale tra uffici, archivi, magazzini e altre aree.
  • Il regolamento comunale costituisce il riferimento per le categorie tariffarie, ma non può applicare la stessa imposizione a locali oggettivamente diversi quando ciò contrasta con il principio di commisurazione alla produzione ordinaria dei rifiuti.

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