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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11839/2022 del 30/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso straordinario per errore di fatto: si contestava che la Seconda sezione avesse ritenuto che l'ordine di esecuzione fosse stato notificato al difensore di fiducia (Avv. Francesco Nizzari) in data prossima al 10/03/2021, ritenendo pertanto tardiva l'istanza di rescissione proposta il 6/4/2021. Il ricorrente evidenziava che il documento su cui la Corte aveva fondato la conclusione (il "certificato stato di esecuzione") non prova la regolarità della notifica e non specifica se la notifica sia stata eseguita nei confronti del difensore di fiducia o del difensore d'ufficio; inoltre l'ordine di esecuzione indicava quale destinatario un diverso difensore (Avv. Domenico Russo), rafforzando il dubbio sulla effettiva notifica al difensore di fiducia e sulla data reale di conoscenza del giudicato

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso per errore di fatto, ritenendo che la precedente decisione si fosse basata su un errore percettivo: il "certificato stato di esecuzione" non è idoneo a comprovare la regolarità della notifica e contrasta con l'ordine di esecuzione che indicava un altro difensore. Per tali ragioni la sentenza n.46881/2021 è stata revocata e l'ordinanza della Corte di appello di Milano del 6/7/2021 è stata annullata con rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Milano per nuovo esame. Decisione adottata in forma cartolare; il ricorso straordinario è stato ritenuto fondato e ha prodotto l'annullamento e il rinvio

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    art. 625-bis cod. proc. pen.

    La Corte ha usato la nozione prevista da questa norma per definire l'errore di fatto come errore percettivo derivante da svista o equivoco nella lettura degli atti interni, che ha influenzato la formazione della volontà decisoria in modo potenzialmente determinante

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    art. 629-bis cod. proc. pen.

    Richiamata in relazione alla determinazione della tempestività dell'istanza di rescissione del giudicato: la valutazione della tardività dipende dalla data di effettiva conoscenza del giudicato, che va accertata sulla base del destinatario e della data della notifica dell'ordine di esecuzione

  • art. 23, comma 8, d.l. n.137 del 2020

    art. 23, comma 8, d.l. n.137/2020

    Norma evocata per giustificare il trattamento cartolare del procedimento (esame in forma scritta senza udienza)

  • art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n.105

    art. 7 d.l. 23 luglio 2021, n.105

    Ulteriore norma richiamata a conferma della possibilità di trattamento cartolare del procedimento

Massime di principio

  • Il "certificato di esecuzione" non è di per sé prova definitiva della regolarità della notifica; occorre verificare l'atto originario (ordine di esecuzione) e chi sia stato effettivamente destinatario della notifica
  • In presenza di documenti contrastanti (es. ordine di esecuzione che indica un difensore diverso rispetto al certificato), deve essere accertata la reale destinataria della notifica e la data effettiva di conoscenza del provvedimento per decidere sulla tempestività di istanze come la rescissione del giudicato
  • L'errore di fatto ai sensi dell'art. 625-bis si configura come errore percettivo interno al giudizio di legittimità e, se ritenuto potenzialmente decisivo, può giustificare l'annullamento della decisione con rinvio
  • Nei casi sospetti è essenziale raccogliere e produrre prove dirette della notifica (copia dell'atto notificato con attestazione del destinatario, ricevute, o altro mezzo idoneo) e segnalare immediatamente eventuali incongruenze tra documenti
  • Se la Corte di merito non verifica i due elementi decisivi (chi ha ricevuto la notifica e la data di esecuzione), la motivazione può essere considerata contraddittoria e portare all'annullamento e al rinvio per nuovo esame

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