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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34863/2022 del 20/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava il decreto ministeriale di proroga del regime differenziato (art. 41-bis Ord. pen.) contestando: 1) nullità della notificazione per incompletezza della copia dell'ordinanza ricevuta (pagine mancanti), con pregiudizio del diritto di impugnazione; 2) violazione dell'art. 41-bis e carenza assoluta di motivazione del provvedimento e dell'ordinanza che avrebbe dato risposta solo apparente, fondata su automatismi e su elementi anacronistici; 3) violazione della Costituzione e dell'art. 6 CEDU per mancata indicazione delle "eccezionali ragioni di ordine e sicurezza pubblica" e per carenza di verifica sul perdurante collegamento del detenuto con l'organizzazione criminale e sull'esistenza di attuali canali di comunicazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Sul primo motivo ha ritenuto infondata la censura di nullità della notificazione: nei procedimenti di esecuzione/sorveglianza l'atto da notificare è l'avviso di deposito contenente l'indicazione del dispositivo (art. 128 c.p.p.), e la copia notificata (epigrafe e dispositivo) era idonea; l'originale depositato in cancelleria era completo. Sugli altri motivi ha dichiarato l'inammissibilità perché le censure non si confrontavano con l'intero impianto motivazionale dell'ordinanza impugnata e non erano adeguatamente correlate a parti essenziali del ragionamento giudiziale. Dalla lettura integrale del provvedimento, il Tribunale di sorveglianza aveva effettuato il controllo di legalità richiesto (anche alla luce delle modifiche introdotte dalla legge n. 94/2009), verificando la capacità del soggetto di mantenere collegamenti con la criminalità organizzata, la pericolosità sociale e il nesso funzionale tra prescrizioni e esigenze di ordine e sicurezza pubblica. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 41-bis, legge 26 luglio 1975, n. 354 (Ordinamento penitenziario)

    Regime detentivo speciale applicabile per motivi di ordine e sicurezza pubblica; la proroga può basarsi su indici di pericolosità, operatività del sodalizio e capacità di controllo del territorio. Il giudice di sorveglianza deve verificare la sussistenza dei presupposti e il nesso tra misure restrittive e esigenze di sicurezza.

  • art. 148, comma 3, cod. proc. pen.

    "l'atto è notificato per intero, salvo che la legge disponga altrimenti"

    Principio generale di notificazione per intero; tuttavia, deve essere individuato quale sia l'atto da notificare nel procedimento specifico.

  • art. 128, cod. proc. pen.

    Il cancelliere è obbligato a notificare o comunicare ai titolari del diritto di impugnazione l'avviso di deposito contenente l'indicazione del dispositivo; in sede esecutiva/sorveglianza l'avviso di deposito è considerato l'atto notificabile e non necessariamente l'intera ordinanza.

  • artt. 666, 678 e 127 cod. proc. pen.

    Norme che disciplinano rispettivamente i procedimenti camerali, di sorveglianza ed esecuzione; richiamano la prassi per cui la notifica dell'avviso di deposito è sufficiente nei procedimenti camerali e di sorveglianza.

  • legge n. 94 del 2009

    Ha modificato la disciplina del controllo di legittimità del Tribunale di sorveglianza nelle proroghe del 41-bis, rafforzando il ruolo di verifica da parte del giudice sulla sussistenza dei requisiti per il regime differenziato.

  • art. 6 CEDU

    Richiamato dal ricorrente per presunta violazione del diritto a un giusto processo; la Corte ha ritenuto che, alla luce della valutazione complessiva del provvedimento, non fosse dimostrata violazione procedurale o di motivazione tale da incidere sui diritti garantiti dalla convenzione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede l'assorbimento delle spese processuali a carico della parte soccombente; invocato per la condanna alle spese del ricorrente.

Massime di principio

  • Nei procedimenti di esecuzione, sorveglianza e camerali l'atto "notificabile" è l'avviso di deposito contenente il dispositivo; la copia dell'ordinanza non completa non invalida automaticamente la notificazione se l'avviso è stato correttamente comunicato e l'originale è depositato in cancelleria.
  • Per le proroghe del regime 41-bis il Tribunale di sorveglianza svolge un controllo di legalità e di merito limitato ma effettivo: deve verificare la persistenza di indici di pericolosità, l'operatività del sodalizio e l'esistenza di un nesso funzionale tra le prescrizioni detentive e le esigenze di ordine e sicurezza pubblica.
  • Censure di carenza motivazionale o di violazione di diritti (anche costituzionali o convenzionali) richiedono che il ricorrente si confronti puntualmente con l'intero impianto argomentativo del provvedimento impugnato; attacchi generici o basati su una lettura parziale possono essere dichiarati inammissibili.
  • La semplice indicazione di elementi anacronistici o stereotipati deve essere dimostrata e collegata a parti essenziali del ragionamento giudiziale: bisogna mostrare quali passaggi motivazionali siano omessi o illogici e quale ragionamento alternativo giustificherebbe la revoca della misura.
  • Quando il giudice di merito documenta circostanze fattuali (ruolo nell'organizzazione, capacità di controllo del territorio, assenza di progressi trattamentali, persistenza di operatività del sodalizio) la loro valutazione può legittimare la proroga del 41-bis, salvo idonea e circostanziata contestazione da parte del detenuto.
  • In fase di ricorso per cassazione, è essenziale allegare e motivare specificamente l'errore di diritto o la carenza motivazionale richiamando parti precise del provvedimento e fornendo argomenti che dimostrino la violazione normativa o un vizio logico-giuridico evidente.

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